I plagi nell’automotive si moltiplicano: sapete cosa rischiano le case che copiano? La Cina detta regole

Il tema del plagio in campo automobilistico è di triste attualità oggi che case meno famose cercano di introdursi sul mercato europeo, copiando a volte in modo spudorato modelli molto più famosi. Ecco come.

E’ un copione visto e rivisto. Anzi, copiato paro paro per restare in tema: quante volte su questo portale dedicato all’automobilismo abbiamo visto automobili che sono palesi plagi di modelli famosi? A volte, la somiglianza è minima e serve tanta malizia per puntare il dito contro la quattro ruote di turno. Altre volte, come nel caso della Rolls Royce cinese che ha scandalizzato i britannici tempo fa, c’è poco da fare se non riconoscere la violazione di un principio sacro nell’automobilismo.

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La Rolls cinese: ne abbiamo parlato tempo fa! (AutoCar.uk)

Non ce ne vogliano i nostri amici cinesi ma proprio il Celeste Impero sembra essere il paese dove si producono più cloni al mondo: vero che tante case cinesi si impegnano per proporci auto originali e molto interessanti ma ci sono moltissime case che magari provano ad ovviare alla loro scarsa esperienza costruttiva rubando a mani basse dai banchi di disegno di marchi più navigati.

Il caso della Ora Ballet – praticamente un Maggiolino hi-tech – è solo l’ultimo di una lunga serie che ha fatto infuriare marchi come BMW, Land Rover, Rolls Royce e Volkswagen. La domanda è: cosa rischiano i marchi che plagiano altre vetture e cosa stiamo concretamente facendo per impedire che questo fenomeno prenda piede?

La legge non è uguale per tutti

I reati principali che si possono contestare alle case che perseguono in questa pratica sbagliata e dannosa sono principalmente plagio, violazione della proprietà intellettuale e spionaggio industriale, cose molto simpatiche insomma che sono considerate dei veri e propri crimini in quasi tutta Europa e che vengono dunque perseguiti come tali. Ma alcuni paesi purtroppo sono ancora sprovvisti di leggi che diano precise indicazioni in merito.

Datadotcaza
Volkswagen Maggiolino. Ah, no, scusate (Datadotcaza)

Il fatto che un’auto sia “copiata” è sempre da dimostrare in tribunale, anche se ci sono casi in cui il plagio sarebbe palese pure agli occhi di un bambino e se da un lato ci sono case che sono riuscite a dimostrare le proprie ragioni davanti ad un giudice come ha fatto recentemente la Piaggio contro dei cloni cinesi, altri marchi preferiscono lasciar perdere per non impelagarsi in lunghe diatribe legali che costano tempo e soldi.

Alcuni marchi in passato si sono limitati a far notare il palese plagio ai propri fans, sbugiardando e mettendo alla berlina l’auto incriminata. In altri casi, come quello della Great Wall Voleex praticamente identica alla Toyota Yaris, la casa che intenta denuncia può perfino perdere la causa. Incredibile ma vero: alcuni paesi come la Cina hanno leggi estremamente permissive che avvantaggiano palesemente i plagi: chissà perché, pura coincidenza?

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In definitiva, dimostrare che un’auto è un plagio è possibile ma non sempre semplice o conveniente: la cosa migliore da fare? Ignorare e passare oltre, lasciando che la casa “copiona” faccia una pessima figura. Del resto, quando mai una Ballet Ora può arrivare a replicare il successo di una Volkswagen Beetle?

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