Ferrari Testa Rossa: sicuri di conoscerla? Quello che vedrete vi stupirà

Scopriamo che quello che sapevamo fino a d oggi non è vero: la Ferrari Testa Rossa, non è quella che tutti conosciamo. 

Ferrari 250 Testa Rossa
Ferrari 250 Testa Rossa (GettyImages)

Al mondo esisterebbero solo 34 esemplari. E uno di questi è stato acquistato per quasi 40 milioni di dollari.

Una delle macchine per antonomasia. Prodotta nel 1957. Già un anno dopo, nel 1958, vinse il Mondiale Costruttori. E’ la Ferrari 250 Testa Rossa. Uno dei simboli più importanti del made in Italy.

Un po’ di storia

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La Ferrari Testa Rossa (da Ferrari)

Il suo nome nasce dall’unione del numero che indica la cilindrata unitaria (250 cm3 x 12 cilindri = 3000 cm3) e dalla particolare colorazione, tipica delle Ferrari, di colore rosso. Non parliamo, però, della parte superiore del motore, ma dei coperchi e delle valvole.

La casa automobilistica di Maranello voleva rendere operativo un motore più potente rispetto a quello della 500TRC. Ma non era facile aumentare la potenza, senza perdere in agilità. La nascita della Ferrari 250 Testa Rossa fu accelerata dalla decisione della Commissione Sportiva Internazionale che modificò il regolamento in vigore. Da quel momento, limitazioni alla cilindrata dei prototipi a tre litri.

L’esordio il 26 maggio del 1957 al Nürburgring con alla guida Masten Gregory e Olinto Morolli. Fu un successo, con la vittoria del Mondiale Costruttori del 1958. Ma il vero successo arrivò l’anno dopo, con la prima vittoria (una doppietta, in realtà) alla 1000 km di Buenos Aires. A entrare nella storia saranno la coppia anglo-americana Peter Collins-Phill Hill e il trio italo-belga-tedesco Luigi Musso-Olivier Gendebien-Wolfgang von Trips. Ma furono diverse le vittorie, che consentirono, quindi, la vittoria del titolo finale.

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Le caratteristiche della Testa Rossa

Ferrari 250 Testa Rossa
Ferrari 250 Testa Rossa (Flickr)

Si scelse quindi il V12 della 250 Gran Turismo. Con degli accorgimenti strutturali, ovviamente. L’auto montava inoltre sei carburatori doppio corpo che potevano dare sfogo ai 300 CV. Un bolide, anche grazie alla propria leggerezza: pesava solo 800 chilogrammi. Poteva così raggiungere i 270 chilometri orari.

Sulla base della 250 Testarossa furono sviluppate la Ferrari 250 TR 61 Spyder Fantuzzi, realizzata dalla Carrozzeria Fantuzzi di Medardo Fantuzzi, e la Ferrari 330 TR, che vinse alla 24 Ore di Le Mans del 1962.

Al mondo vi sarebbero solo 34 esemplari di Testa Rossa. Un numero che l’ha resa immediatamente leggenda. E, ovviamente, una delle autovetture più ricercate dai collezionisti. I prezzi per accaparrarsela sono enormi: i 9 milioni di euro sborsati nel 2009 sono stati ben presto superati da altre aste. Nel febbraio 2014 è stata venduta, in una trattativa privata, a quasi 40 milioni di dollari.

Non ebbe, purtroppo, vita lunghissima. L’ultima vittoria risale al 4 novembre 1962 grazie allo statunitense Bob Hurt a Caguas (Porto Rico). Una storia troppo breve, forse. Ma di che intensità!