Non ha fallito nemmeno dopo aver prodotto l’auto più brutta del mondo: la “coreana” è stata salvata

In Italia questo marchio asiatico è famoso soprattutto per una cosa: ha costruito una delle auto più brutte mai viste sul nostro mercato. Adesso, naviga in cattive acque.

La paura più grande del CEO di un marchio automobilistico è di dover chiudere i battenti, vedendo il lavoro di una vita praticamente buttato. E’ successo al marchio Daewoo, travolto dalla crisi economica nell’asia orientale degli anni 90, è successo alla Austin a cui hanno staccato la spina senza tante cerimonie. La lista è lunga.

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Se riconoscete il retro di questo brutto veicolo, sapete di chi stiamo parlando (Wikipedia)

Sempre in Corea del Sud un’alta famosa casa automobilistica ha recentemente iniziato a navigare in cattive acque, cosa che ha fatto perfino circolare l’ipotesi che il colosso coreano chiudesse i battenti una volta per tutte. Questo marchio in Italia è famoso per il Rodius, uno dei veicoli più brutti mai visti sul mercato: potete ammirare il suo retro degno di un carro funebre qui sopra.

La situazione economica della casa coreana è degenerata nell’ottobre 2021. Nello stesso momento però, si è iniziata a delineare l’opportunità di raccogliere un’insperata ancora di salvataggio. Ad oggi, gennaio 2022, sembra che la casa ce l’abbia fatta a salvarsi dal crollo.

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Per il rotto della cuffia

La casa in questione per chi non l’avesse capito è la SsangYong: d’altra parte, si tratta di un marchio che in Italia non ha mai venduto cifre così imponenti. Oltre al brutto Rodius, la casa ha prodotto il SUV Kyron e l’utilitaria Tivoli che non ha esercitato questo grandissimo appeal sugli automobilisti italiani.

during the Geneva Motor Show 2016 on March 2, 2016 in Geneva, Switzerland.
(Getty Images)

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Se in Italia SsangYong non è esattamente la realtà più famosa, in Corea del Sud si tratta di un vero colosso dell’automobilismo che continuerà ad operare sotto la più vasta egida del gruppo industriale asiatico Edison Motors, la sua salvezza.

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Si tratta di un accordo da 225 milioni di Euro che sulla carta era già stato raggiunto. Ora, con il via libera del tribunale, SssangYong passerà ufficialmente sotto il consorzio che lo guiderà – si spera – fuori dalla crisi. Una buona notizia per gli appassionati di auto coreane, a patto che non producano un Rodius II…