La volta in cui Porsche vinse una gara con una vera “porcata” | In pochi ne hanno parlato

La storia di uno dei casi più singolari nella storia dell’automobilismo: alla fine, somigliare ad un maialino ha portato bene alla tedesca Porsche che ha trionfato in un’importante gara di endurance.

La storia dell’automobilismo è costellata di casi al limite dell’assurdo che hanno fatto sorridere ed emozionare i fans delle corse. Dalle auto più assurde mai viste in un rally passando per la casa francese che durò cinque anni ma partecipò comunque alla Mille Miglia per ben due volte, abbiamo visto un po’ di tutto.

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La “Pink Pig” originale (YouTube)

Quando abbiamo stilato la lista delle automobili più assurde mai viste alla gara madre del campionato di endurance, la 24 Ore Le Mans, abbiamo volutamente lasciato fuori una vettura che merita un articolo a se stante per raccontare la sua simpatica storia, conclusasi recentemente con un trionfo.

Nel 1971, Porsche iscrisse alla competizione del 1971 una 917/20, potente vettura da corsa e grande rivale della Ford GT40, e fin qui niente di strano. Tuttavia, l’auto si fece subito notare dalla griglia di partenza per una bizzarra livrea tutta rosa, un rosa molto simile a quello di un maialino.

Non a caso, la Porsche fu soprannominata Pink Pig. Ma ad essere più assurde sono le ragioni che hanno portato la vettura ad essere rivestita di quel colore…

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Non mi dai lo sponsor? E io vinco lo stesso 

La leggenda narra che nel 1971 un prestigioso sponsor mai direttamente nominato dai vertici dell’azienda si rifiutò di concedere alla Porsche 917/20 la sua livrea. Infuriati per questo rifiuto dal momento che l’auto era una delle favorite per la vittoria della Le Mans, i dirigenti escogitarono una simpatica protesta.

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La Porsche 911 Pink Pig del 2018 (Race Department)

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L’automobile che prese parte al campionato di endurance esibiva una livrea rosa maialino con tanto di sagomature, ad imitare i tagli di carne dell’animale. Un modo per dire “gli sponsor hanno trattato quest’auto come carne da macello”.

Secondo altre fonti, si sarebbe trattata di una battuta di black humor dovuta al fatto che gli sponsor avevano proprio paragonato – direttamente o meno – le forme dell’auto a quelle di un maiale. Non sapremo mai la verità ma il gesto rimase una silenziosa protesta che ebbe un effetto mediatico incredibile.

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Anche se la 917/20 fu costretta al ritiro dopo 12 ore di gara, la livrea piacque tantissimo al punto da essere riproposta nel 2018 sulla Porsche 911 GT2 che finì per trionfare a Le Mans. Ci sono voluti quasi cinquant’anni ma il maialino rosa si è preso la sua rivincita: chissà qual’è lo sponsor che ora si starà mangiando le mani…