Vince Candela, l’ex giocatore della Roma rischia grosso come Mourinho: sembra “Terminator”

Sembra ormai un’abitudine quella degli appartenenti o ex al club giallorosso. Lo aveva già fatto Mourinho qualche settimana fa. 

Vincent Candela
Vincent Candela (GettyImages)

I più giovani forse no, ma la passata generazione – tra gli appassionati di calcio quantomeno – si ricorderà sicuramente di lui, soprattutto a Roma. Stiamo parlando di Vincent Candela, ex calciatore francese.

Nato a Bedarieux in Francia il 24 ottobre 1973, ha giocato per tanto tempo nel paese in cui è rimasto davvero molto legato, ovvero in Italia. Attualmente vive a Roma dove, sia come giocatore che come uomo, ci ha lasciato il cuore.

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Pensate, spesso va anche allo stadio per vedere le partite della “sua” Roma. Ad ogni modo, inizia a rincorrere un pallone nel 1992 quando aveva soli 19 anni e giocava per il Tolosa.

Nel 1995 passa al Guincamp e nel 1997 approda proprio in giallorosso dove sarà il titolare indiscusso per sette lunghe ed emozionanti stagioni; prima come difensore sinistro e in seguito come esterno di centrocampo.

Rimane nella capitale per quasi un decennio in cui vince uno scudetto e una supercoppa italiana. Tutto finisce nel 2005 quando diventa un nuovo giocatore del Bolton, squadra inglese.

L’anno dopo torna in Italia all’Udinese. Le ultime sue tappe calcistiche, e quindi della sua carriera, sono a Siena e Messina. Il 3 settembre 2007 annuncia il ritiro dal calcio giocato (anche se non definitivamente, dato che torna a giocare nella prima categoria del Lazio in cui veste la maglia dell’Albatros).

Il 22 luglio 2014 entra a far parte della Hall of Fame della Roma. La dimostrazione di un rapporto straordinario con la nostra nazione e con la città più rappresentativa.

Rapporto straordinario che lui non smette di evidenziare mai, nemmeno quando è alla guida della sua Harley Davidson Fat Boy.

Vincent Candela come Terminator

Vincent Candela ama l’Italia, la Roma (e Roma) e pure le moto. Non smette mai di evidenziarlo. Ha un rapporto speciale soprattutto con le Harley Davidson.

Una in particolare, la Fat Boy. Una moto tanto bella quanto iconica. La sua storia nasconde pure alcuni retroscena davvero particolari. Il nome, ad esempio, pare che derivi  dall’insieme di due parole precise.

Fat Man e Little Boy – che separate rappresentano le bombe atomiche sganciate sul Giappone dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Dicerie (forse).

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Ad ogni modo, focalizziamoci sulle caratteristiche di questo splendido mezzo. Il telaio ha un forcellone con una sospensione posteriore montata sotto la sella.

Il telaio è leggero. Questo veicolo include un faro a LED sull’anteriore e cerchi da 18 pollici sulle gomme. Il suo peso supera i 300 chilogrammi.

Il motore è un 4 tempi termico in grado di sprigionare 102 Cv di potenza. Il prezzo non è nemmeno esagerato; 24.500 euro per una moto che in passato ha incantato anche Hollywood: è apparsa infatti nel film “Terminator 2: il giorno del giudizio” con protagonista Arnold Schwarzenegger.

L’unico rischio che ha corso l’ex giocatore, come quello che vi avevamo mostrato qualche settimana fa, con protagonista Mourinho, è l’andare in moto senza il casco. Anche in questo caso siamo su un’area privata e quindi non obbligatorio indossarlo per legge, ma dato il seguito anche di giovanissimi sui social, sarebbe stato meglio dare il “buon esempio”.

 

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