Multa per divieto di sosta: se la trovate sul parabrezza meglio non dire nulla | Potrebbe raddoppiare

Prendere una multa è brutto e fa sicuramente perdere le staffe anche al più tranquillo degli automobilisti ma bisogna comunque contenersi. Altrimenti, il rischio è che finisca proprio così.

Prendere una multa non è per niente piacevole e ci mancherebbe altro: a nessuno, nemmeno al più ricco di voi, piace la prospettiva di tornare alla propria vettura per trovare una sanzione segnalata con il solito foglietto firmato dal vigile di turno. Quanti di voi hanno dato in escandescenza dopo averne presa una che magari era pure contestabile o anche ingiusta?

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(How Stuff Works)

Negli anni abbiamo assistito a tanti episodi assurdi: multe da record, da quella consegnata ad un automobilista in vacanza in Svizzera che ha superato il limite ad una velocità tale da beccarsi una sanzione da centinaia di migliaia di Franchi Svizzeri a quello che si è visto sanzionare per guida in stato di ebbrezza…di un cavallo! Pochi episodi però sono incredibili come questo.

La storia arriva proprio dall’Italia confermando che quando si tratta di prendere multe – purtroppo – tanti nostri compatrioti sono sempre molto originali nel modo in cui infrangono il Codice Stradale o in questo caso anche l’articolo 724 del Codice Penale. Non sapete a memoria il codice? Nessun problema, vi ricordiamo noi cosa prevede questa particolare legge.

Il danno e la beffa

L’episodio è avvenuto a Genova in Italia il 24 marzo di quest’anno anche se le testate principali hanno iniziato a parlarne soltanto adesso, forse perchè la notizia ci ha messo un po’ ad essere verificata. In ogni caso il protagonista è un uomo che ha lascito il proprio furgone in divieto di sosta per motivi di lavoro e al suo ritorno ha scoperto che l’infrazione era stata sanzionata.

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In foto: il motto del vigile! (Facebook)

Un vigile stava infatti giusto finendo di scrivere la multa di 197 Euro destinata ai trasgressori e ha colto la palla al balzo, intimando all’uomo di spostare il furgone. Per tutta risposta, il lavoratore ha reagito con una bestemmia. L’affermazione blasfema non ha lasciato indifferente il vigile che si è affrettato a preparare una nuova multa: la bestemmia è infatti considerata una violazione del Codice Penale punibile con una sanzione pecuniaria.

A quel punto secondo i testimoni il proprietario del furgone ha borbottato qualcosa evitando di farsi sentire nuovamente dal vigile, è montato sul furgone e se n’è andato con una multa complessiva da 300 Euro. Morale della favola? Ognuno può sfogarsi come vuole dopo una brutta scoperta…ma state attenti a chi vi sente quando imprecate!