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ZTL, in Italia siamo ancora indietro, il modello da seguire è Londra | Ecco perchè

Le zone a basse emissioni sono sempre più importanti, Londra ne è un esempio. A che punto siamo in Italia.

Le zone a basse emissioni nelle città sono sempre più importanti, visto che l’aumento delle auto elettriche le richiede per incentivarne l’acquisto. Una delle città all’avanguardia da questo punto di vista è Londra, infatti la capitale inglese ne ha una molto estesa.

Londra Zona a basse emissioni (Getty Images)

Grazie a essa, i livelli di inquinamento si sono abbassati ulteriormente, nello stesso posto famoso per la nebbia fitta provocata dalle fabbriche negli anni 60, che non faceva vedere niente ai cittadini. I tempi, per fortuna sono cambiati, e Londra oggi è una città modello.

Dalla capitale inglese le città italiane e di altre parti d’Europa indietro come nel nostro paese, dovrebbero prendere esempio. Tuttavia, qualcosa si è già mosso, e si continua muovere per diminuire le emissioni.

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ZTL Ambiente, il punto in Italia

Milano ZTL (twitter)

Le zone a bassa emissioni in Italia sono conosciute col nome di ZTL Ambiente, e si trovano già in alcune città nostrane. Partendo dall’estremo nord, e in particolare dal Sudtirolo, ecco che in alcuni centri non si può camminare con la macchina.

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Scendendo a Milano, per entrare nell’Area C bisogna munirsi di un ticket ambientale, mentre nell’Area B i vecchi diesel non possono circolare. A Torino, ci sono ben 4 zone ZTL, ma legate a degli orari. A Bologna, come per Milano, è necessario acquistare un biglietto.

Scendendo a Roma, ecco che nella capitale ci sono tre ZTL, ma come per Bologna ci sono gli orari. Per Napoli, il centro storico è interamente zona a traffico limitato. Insomma, finché si penserà solo agli orari, le emissioni difficilmente caleranno con la velocità richiesta per diminuire l’impatto del cambiamento climatico.

Nazareno Bastone

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