Qvale Mangusta, l’italiana che conquistò l’America | Cos’è e quanto costa

Si tratta di uno dei 270 esemplari prodotti dalla casa automobilistica italo-americana fallita nel 2001.

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Il retro della Qvale Mangusta all’asta

All’asta sul portale RM Sotheby’s una Qvale Mangusta del 2001. Si tratta di una vettura sportiva prodotta dalla casa automobilistica italo-americana Qvale tra il 1999 e il 2002.

La Qvale Automotive

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Gli interni della Qvale Mangusta all’asta

Durante la prima fase di produzione, la Mangusta stata sviluppata sulla base della concept car De Tomaso Biguá, presentata al grande pubblico al salone dell’automobile di Ginevra del 1996.  La Qvale Automotive Group S.r.l. era una casa automobilistica italo-americana con sede a Modena fondata nel 1999 e chiusa nel 2001. La società era controllata dalla Qvale Automotive Group Ltd. azienda di proprietà della famiglia Qvale con sede centrale a San Francisco, negli Stati Uniti.

La dinastia dei Qvale iniziò il proprio percorso nel settore automobilistico nell’immediato secondo dopoguerra. Alla fine del secolo scorso, la Qvale Automotive Group si è contraddistinta per ricerca di design all’avanguardia. Proprio in quegli anni iniziò la produzione della Qvale Mangusta in un nuovo stabilimento a Modena.

Ma il business non ha vita lunga. Nel 2001 la crisi delle vendite porta alla cessione dei diritti di produzione, nonché della fabbrica modenese della Mangusta, alla MG-Rover. Ci si avvia così all’interruzione dell’operatività.

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La Qvale Mangusta

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Il motore della Qvale Mangusta all’asta

La Qvale Mangusta è in vendita all’asta partendo da una base di 38mila dollari. Si tratta di uno dei 270 esemplari prodotti, per la maggior parte destinati al mercato statunitense. Il raro 2+2 italiano costruito a mano e disegnato da Marcello Gandini con versatile “roto-top”. Il modello è uno degli ultimi, prodotto nel marzo 2001 a Modena.

La vettura è alimentata da un motore Ford SVT da 4,6 litri V-8 da 320 CV che aziona le ruote posteriori tramite un cambio manuale a cinque marce. Telaio in acciaio del designer/ingegnere di Formula 1, Henrique Scalabroni, che ha prestato la propria opera anche per Dallara, Ferrari, Lotus e Williams. Il Roto-top è dotato di pannello rimovibile e sezione posteriore separata che ruota elettricamente nel vano dietro i sedili posteriori. Offrendo così la possibilità di trasformarsi da coupé a targa a convertibile completo.

Il contachilometri mostra 10.086 miglia al momento della catalogazione. Gli interni sono Metallic Green over Saddle in pelle. E sulla scheda di vendita è indicata una recente revisione.