Scandalo Uber: gli autisti “sfruttati” | Nel Regno Unito intervengono i sindacati

La rivoluzione portata da Uber e aziende simili nel mondo dei trasporti, ha innescato una serie di polemiche che hanno dato vita a delle leggi.

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Autista che protesa contro Uber e Lyft (Getty Images)

La rivoluzione portata da Uber nel mondo dei trasporti, e da altre aziende simili, ha da anni ormai cambiato il mondo. Nel corso degli anni, però, in molti hanno denunciato le cattive condizioni lavorative degli “addetti”, e adesso ci sono importanti novità.

In Gran Bretagna, infatti, gli autisti della società di San Francisco, potranno avere un loro sindacato. Una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione per i circa 70mila lavoratori di Uber britannici, che saranno i primi in Europa e nel mondo a godere di diversi vantaggi.

Questi si riferiscono alle ferie pagate, ai salari minimi, previdenza riguardante le pensioni, insomma i guidatori di Uber saranno equiparati a tutti gli altri. Una bella ventata d’aria fresca, in un settore che è ancora troppo poco regolamentato.

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Uber, la strategia in Italia

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App di Uber (Getty Images)

Se in UK Uber entra finalmente a tutti gli effetti all’interno del quadro delle leggi britanniche, nel resto d’Europa e nell’Unione Europea non si muove nulla. Così anche in Italia, dove solo da poche settimane c’è stata la prima legge regionale, in Toscana, per regolarizzare il lavoro dei rider, altro settore troppo poco regolamentato.

Sempre nel nostro paese, però, l’avanzata di Uber non si ferma, anzi continua a far salire la società in modo vertiginoso. È notizia delle ultime ore, infatti, che le corse degli autisti sono aumentate del 115% rispetto al 2019, cioè al periodo precedente alla pandemia.

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Inoltre, a Torino è stato da poco inaugurato il servizio black, ovvero quello per i trasporti a bordo di auto di lusso. Tra l’altro, ciò permette anche di sapere in anticipo il pagamento della corsa, oltre a poterlo dividere con altri utenti. Il servizio è già aperto prima del capoluogo piemontese in altre città italiane: Roma, Bologna e Milano.

Uber, dunque, è leader di un settore ancora poco regolamentato. Tuttavia, è necessario avere al più presto delle leggi che vadano a tutelare i lavoratori, altrimenti continuerà lo sfruttamento degli autisti.