Lancia Y10, la regina del marketing negli anni ’80 e ’90 – Video

Nell’era pre-internet e social, le aziende promuovevano i loro prodotti principalmente in tv, creando spot che erano veri e propri cortometraggi. In questo, il gruppo Fiat, si dimostrò una delle più astute realtà imprenditoriali.

Oggi siamo abituati a sentire parole “americanizzate” come brand identity, o brand ambassador per definire, nell’ultimo caso, un personaggio più o meno famoso che “sponsorizza” un prodotto o un’automobile, a volte semplicemente postando foto sul suo profilo social o facendocisi fotografare in giro.

Nei mitici anni ’80 e ’90, era tutto differente, la pubblicità si faceva sul serio, ricreando veri e propri mini film che passavano in tv, con protagonisti che erano e sono tutt’ora la storia dello spettacolo in Italia e non solo. In questo modo si rafforzava l’autorità di un marchio e si faceva a gara per “girare” spot sempre più completi con slogan che sono entrati nella storia e nel linguaggio di tutti i giorni.

Per quanto riguarda le automobili, Fiat, insieme a Lancia ed Autobianchi, rappresenta un best seller di quegli anni, pubblicizzando le sue auto con personaggi famosi e spot simpatici ed interessanti. Ne è un esempio quello che vede Diego Abatantuono casellante autostradale per lo spot della Ritmo e Regata.

Ma l’apice del successo creativo e di marketing, che ha segnato la storia felice di un veicolo anche a livello di vendite, si è raggiunto con la Y10. Chi non ricorda lo slogan dell’epoca? “Y10, piace alla gente che piace”, ad ognuno la sua.

Crediamo che ancora oggi non sia mai stato replicato un “esperimento” del genere, ovvero una serie di video con tantissimi testimonial che utilizzavano la Y10, personaggi famosi di ogni ambito, sportivi, attori, registi, modelle, ballerine, cantanti.

Per citare solo alcuni nomi, perché sono veramente troppi, possiamo ricordare: Gerry Scotti, Milly Carlucci, Giuliana De Sio, Giuliano Gemma, Stefano Tacconi, Gino Paoli, Ottavio Missoni, Heather Parisi, Massimo Ranieri, Michele Placido, Eleonora Brigliadori, Barbara De Rossi, Gianni Boncompagni, Ruud Gullit, Nicola Pietrangeli, Alessandra Martinez, Antonio Cabrini, Stefania Sandrelli, Dalila di Lazzaro, Loretta Goggi, Maria Teresa Ruta, Sergio Castellitto, Andrea Roncato, Elisabetta Gardini, Carol Alt e tantissimi altri.

Questa schiera di testimonial sono serviti a lanciare la piccola auto, che all’epoca era diventata uno “status” più o meno come la Smart del 2000, e furono così tanti per far passare il concetto interno allo slogan: 1 – piace alla gente che piace, e 2- ad ognuno la sua in base alla propria personalità e modo di vivere, ma comunque il concetto era che la Y10, grazie ai suoi diversi allestimenti era un auto per tutti, bastava saper scegliere la propria.

Potrebbe interessarti>>>La Fiat Uno Turbo come non l’avete mai vista: cabrio/trasformabile | Foto

Perché il boom di Autobianchi Y10

Autobianchi Y10
Autobianchi Y10 (Flickr)

La Lancia Y10, è stata prodotta per 10 anni (1985/1995) in 3 fortunate serie, ma perché ha avuto tutto questo successo? Sicuramente merito dell’operazione di marketing e di brand identity fatta dai pubblicitari del gruppo Fiat, come abbiamo visto con uno slogan azzeccato ed un “bombardamento” mediatico amplificato da moltissimi personaggi famosi come testimonial.

Ma in realtà, l’Autobianchi Y10 è stata la prima vera piccola auto da città che inseriva il concetto di confort in un’ utilitaria. Piccola, economica e rifinitissima rispetto alle concorrenti, nella Y10 troviamo accessori come i vetri elettrici o gli interni in alcantara, che all’epoca erano appannaggio delle grandi ammiraglie di casa Lancia.

Autobianchi Y10
Autobianchi Y10 (Flickr)

Il traffico delle grandi città in quegli anni aumentava esponenzialmente e la piccola Lancia aveva doti di agilità incredibili, per non parlare della possibilità di parcheggiare in spazi ridottissimi. Inoltre sdoganava il concetto di benessere e ricchezza, ed era facile trovare Y10 parcheggiate ad una serata di gala o davanti ad un ricco casinò, rispetto ai “vecchi” macchinoni” considerati un po’ pacchiani.

L’ultima ragione non trascurabile, era rappresentata davvero dalle numerose versioni ed allestimenti che si adattavano a qualsiasi esigenza. La prima e seconda serie offriva il classico 1.0 Fire che forniva l’utilitaria per eccellenza anche nella versione più lussuosa LX, poi c’era la 4WD a trazione integrale per gli amanti della montagna e dello sport, e la Turbo, un missile di potenza di solito comprata dai più giovani e dai VIP dell’epoca. Non mancavano poi le edizioni speciali come la FILA, la MARTINI, Missoni, o la performante GT con motore 1.300.