Honda NSX | La supercar nata (anche) ‘grazie’ ad Ayrton Senna

Honda NSX, vettura splendida e velocissima che sfidò le supercar negli anni ’90. Su questa splendida automobile ci mise le mani pure Ayrton Senna

Honda NSX Senna Imola
Honda NSX (Flickr)

Una delle storie più romantiche nell’automobilismo è quella della Honda NSX, la bellissima e velocissima vettura giapponese che sfidò le supercar europee a partire dal 1990.

Questa vettura divenne famosa non solo per le sue caratteristiche ma anche perché, durante la fase di sviluppo, vennero ascoltate alcune indicazioni dell’indimenticabile Ayrton Senna.

Figlia della HP-X, bellissima creazione di Pininfarina, fu prodotta per la prima volta nel 1990.

La NSX, che venne venduta in Nord America col marchio Acura, è caratterizzata da una scocca totalmente in alluminio. Il motore, un V6 VTEC 24 valvole da 269 Cv, era assolutamente all’altezza delle velocissime avversarie del periodo.

La creatura giapponese raggiunge i 270 km/h e tocca i 100 km/h in meno di sei secondi. Prestazioni di tutto rispetto che furono possibili grazie anche alle dritte arrivate da Ayrton Senna che con la McLaren, al tempo motorizzata proprio dalla Honda, si è laureato tre volte Campione del Mondo di F1.

F1, Ayrton Senna e Imola: destini incrociati… Dai tempi della Toleman

Honda NSX Senna Imola
La statua che commemora Ayrton Senna ad Imola (Getty Images)

La Honda NSX è una vettura straordinaria tuttora molto amata dagli appassionati. Un’automobile sulla quale ci ha messo lo zampino anche uno dei piloti più forti e amati di sempre: Ayrton Senna.

Il pilota brasiliano, che principalmente ha fatto le sue fortune e quelle della McLaren in F1, lasciò tutti in maniera davvero terribile nel tragico GP d’Imola del 1994 alla guida della sua Williams.

Nonostante siano passati già quasi 30 anni, il nome del fuoriclasse brasiliano rimane tuttora legato alla massima serie automobilistica e all’autodromo dedicato ad Enzo e Dino Ferrari, come se il destino del Campione sudamericano si fosse legato indissolubilmente a quello del circuito italiano.

E tutto, forse anche per caso, iniziò proprio sulla pista bolognese. Nel 1984, alla guida della Toleman, vettura non irresistibile, il pilota brasiliano non riuscì a qualificarsi per un Gran Premio per l’ultima volta della sua carriera proprio a Imola. Dall’anno successivo, infatti, le cose cambiano nettamente.

Dal 1985 al 1991 conquistò lui la pole position sul circuito italiano (sette consecutive). Poi l’ultima nel ’94, quando purtroppo finirà la sua carriera e la sua vita in maniera decisamente tragica.

Eppure, ogni volta che la Formula uno torna a Imola, come in questo week end, i brividi e gli occhi lucidi, per chi ama gli sport motoristici, non mancano davvero mai.