F1, arriva il circuito di Jeddah: il dio denaro spadroneggia ancora

Arriva un nuovo circuito in F1, quello di Jeddah in Arabia Saudita. Scopriamo i segreti della nuova pista del mondiale.

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Circuito di Jeddah (formula1.com)

La F1 è uno sport in continuo movimento che va a caccia sempre di novità e sorprese, oltre che di ricavi. In questo senso, va a immettersi il nuovo circuito di Jeddah, in Arabia Saudita, che entrerà a far parte del mondiale a partire da quest’anno.

La nuova pista, è stata fatta ancora una volta in collaborazione con l’ingegnere Hermann Tilke, autore di tantissimi autodromi in giro per il mondo. Il suo primo progetto, fu Sepang in Malesia, nel lontano 1998, e nel corso degli anni ha rinnovato la sua partnership per la costruzione di nuove piste, alcune più riuscite, altre peggiori.

Con l’arrivo di Jeddah, adesso, si spera che questo sia un circuito divertente per i piloti e per i tifosi, così da assistere a belle gare, a differenza di quanto accaduto con l’orrenda Abu Dhabi, che di spettacolo non ne ha mai dato.

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Jeddah, il nuovo circuito del mondiale

 

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Jeddah, quindi, rappresenta una new entry nella storia della F1 e del suo calendario. Sin dalle prime immagini, si notano tante curve veloci, e alcuni rettilinei molto lunghi, su cui potrà essere usato il DRS, forse come in Canada con tre zone di attivazione.

Secondo i dirigenti del Circus, Ross Brawn in primis, il tracciato arabo dovrebbe riuscire a garantire lo spettacolo per i tifosi e per i piloti. Anche se, la decisione di renderlo il secondo più lungo, dopo Spa in Belgio, cozza un po’ con ciò lo show che tutti vorremmo, perché replicare la pista di EauRouge Raidillion, è impossibile.

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Nel clima generale di festa e allegria intorno a questo evento, non si fermano le polemiche sulla F1 e sul dio denaro. Infatti, l’Arabia Saudita non è ben vista agli occhi di molte persone nel mondo, a causa dei crimini contro l’umanità perpetrati dal Regno saudita, quindi la situazione di tensione difficilmente andrà a spegnersi.

Il circuito di Jeddah, dunque, arriva in F1 e lo fa dalla porta principale con le dichiarazioni di felicità da parte dei dirigenti del Circus. Tuttavia, la sensazione, è che per perseguire i ricavi, la strada dello sport a quattro ruote più famoso al mondo, si stia sempre di più snaturando.