Vendita auto, il mercato a febbraio va ancora giù…con delle eccezioni.

Calano ancora le immatricolazioni di auto a febbraio, una perdita che non conosce stop al momento.

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Mercato auto UE (getty Images)

Un altro dato negativo riguardante il mercato delle auto arriva dal mese di febbraio. Infatti, è stato chiuso con il 20% in meno delle immatricolazioni, rispetto al 2020, anche perché l’anno scorso questo mese era l’ultimo prima della pandemia.

Contando anche gennaio, nei primi due mesi dell’anno si è arrivati a un calo del 23%, il che vuol dire oltre un milione e mezzo di auto in meno comprate e registrate. Una situazione, quindi, che pare senza attenuazioni, a causa ovviamente del Covid-19.

Al momento, però, tutti sono impegnati sul vaccino, con l’Unione Europea poco interessata a intervenire con delle regolamentazioni e dei sussidi. Chiaramente, sono cresciute le immatricolazioni di auto elettriche e ibride, a constatare la volontà delle persone di avere finalmente una svolta green.

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Mercato auto, l’Italia va meglio degli altri paesi

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Smart EQ (Getty Images)

Il calo delle immatricolazioni delle auto nel mercato europeo, non ha fatto sconti a nessuno, tra paesi e aziende. Tuttavia, tra i paesi che meno sono calati da questo punto di vista, c’è l‘Italia, che ha registrato una flessione più contenuta, circa il 12%.

Tutto ciò grazie agli incentivi, che ricoprono sia le auto elettriche e ibride, sia quelle con motore benzina e diesel. Nonostante la corsa a questi stimoli di stato si stiano esaurendo, le proiezioni parlano di un ammortamento che varrà anche per il mese di marzo. Dunque solo aprile dovrebbe essere peggiore per l’Italia, anche se, vaccini e lokcdown potrebbero favorire la situazione.

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Ci sono poi delle eccezioni positive sia tra i paesi, che tra le aziende automobilistiche. Tra le nazioni europee, a accusare di meno, e anzi a aumentare le vendite e le immatricolazioni, sono Svezia e Norvegia. Tra i marchi di macchine, invece, svetta Smart grazie al passaggio totale e definitivo all’elettrico.

Da questo quadro, quindi, emerge che i paesi nordici in generale, sono già orientati al green, mentre quelli del Centro e del Sud Europa, tra cui l’Italia, sono ancora ancorati ai motori tradizionali. Ovviamente, la pandemia deve essere un monito per tutti, e il prossimo boom di vendite e immatricolazioni di auto, sarà traghettato proprio dall’elettrico e dall’ibrido.