Stellantis, nasce oggi uno dei gruppi automotive più potenti al mondo.

Oggi, 4 gennaio 2021, data storica per il mercato dell’automobile, nasce ufficialmente Stellantis, da un accordo tra PSA e FCA.

Stellantis fca e psa
Logo Stellantis (Fonte Google)

L’idea dello scomparso, e compianto Marchionne, finalmente prende forma, la creazione di un mega gruppo di costruttore di automobili, per dominare il mercato ed abbattere i costi di produzione. Appena arrivato l’ok dall’anti-trust europeo, i leader e gli azionisti dei due gruppi, francese ed italo-americano, oggi, si sono riuniti in assemblea video (a causa della pandemia), per siglare ufficialmente la nascita, di quello che sarà, il quarto gruppo costruttori mondiale. La fusione dei colossi, che vede anche azionisti cinesi, oltre allo Stato francese, si chiamerà, come detto, Stellantis, ed avrà sede in Olanda.

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Rimane confermato, l’accordo per la produzioni di piccole utilitarie, tra i francesi e la Toyota, mentre, l’intero gruppo, sarà a capo di innumerevoli marchi importanti, quali: Jeep, Alfa-Romeo, Maserati, Fiat, Peugeot, Citroën, Opel, Dodge, Ram, Ds, Abarth, Chrysler, Lancia, Vauxhall.

Il nome Stellantis, rappresentativo del gruppo, appunto, non andrà comunque minimamente a sovrapporsi ai singoli marchi controllati, che godranno dei loro, distinti Brand, che li caratterizzano sul mercato.

L’equipaggio Stellantis

stellantis tra fca e psa
Stabilimento PSA in Francia (Flickr)

Alla guida del gruppo, troviamo, Carlos Tavares (già amministratore delegato di PSA), mentre presidente del gruppo sarà, il nipote dell’ “Avvocato”, John Elkann, coadiuvato dal vice: Robert Peugeot. Infine, la gestione del prolifero mercato USA, sarà affidata all’erede di Sergio Marchionne, Mike Manley.

stellantis gruppo fca e psa
Logo FCA (Flickr)

Si prevedono numeri strabilianti per il gruppo, con la produzione di circa 9 milioni di veicoli, ed un fatturato vicino ai 200 miliardi, i dipendenti invece, saranno, 400.000 in totale.
L’azionista di maggioranza del gruppo derivante dalla fusione, sarà comunque, la Exor, società in capo agli Agnelli, che controllerà quasi il 15 per cento del totale azionario.