Boom di vendite per auto elettriche e plug-in in Italia: il mercato automobilistico vola a maggio 2026

Boom di vendite per auto elettriche e plug-in in Italia: il mercato automobilistico vola a maggio 2026

Strade piene, colonnine occupate, concessionari che non hanno tempo di offrire il caffè: maggio sembra il mese in cui l’Italia dell’auto ha cambiato passo. Tra spinta verde e voglia di modelli nuovi, il mercato accelera davvero. E, questa volta, i numeri confermano le sensazioni della vita quotidiana.

Quest’anno ho sentito più volte la stessa frase, detta a bassa voce nei parcheggi dei supermercati: “Sto pensando di passare all’elettrico”. Non è solo moda. È il riflesso di un’offerta che si allarga e di incentivi che, anche se vecchi di qualche mese, stanno ancora muovendo decisioni.

Maggio, intanto, ha un sapore concreto. Ci si muove di più, si fanno conti alla mano, si guarda ai consumi. Ed è qui che molte famiglie stanno rimescolando le proprie priorità. Il risultato? Un mercato che torna a correre, ma non nella direzione di sempre.

Il mese che cambia il passo

Secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni di maggio sono state 150.096: +7,64% rispetto a un anno fa. Il traino arriva dalle ricaricabili. Le auto elettriche crescono dell’86,2% (13.305 targhe) e passano dal 5,1 all’8,8% di quota di mercato. Le ibride plug-in fanno ancora meglio in assoluto: 15.433 unità, +71%, e quota al 10,2% (era 6,4%).

Nel cumulato gennaio-maggio si arriva a 797.843 auto, +9,5% sul 2025. Ma non è tutto roseo: il divario coi livelli pre-Covid si allarga al -12,8% rispetto al 2019 (era -9,9% in aprile). Segno che la corsa c’è, ma ancora non basta per chiudere il cerchio.

La classifica racconta bene l’umore del Paese. Davanti a tutti c’è la Fiat Pandina con 8.695 nuove targhe. Poi Dacia Sandero (4.404) e l’elettrica Leapmotor T03 (4.250), spinta dai voucher autunnali che ora si trasformano in consegne. Restano popolari la Jeep Avenger (4.004) e la cinese BYD Atto 2 (3.818), seguite da Peugeot 208 (3.728) e Citroën C3 (3.407). In top ten anche Toyota Yaris Cross (3.319), Fiat Grande Panda (2.974) e Toyota Aygo X (2.814). È un mix familiare: modelli accessibili, città in primo piano, e tecnologia che entra in garage senza spaventare.

Chi vince (e chi perde) tra gruppi e alimentazioni

Tra i costruttori, Stellantis guida: 43.498 auto, +10,05%. Bene Fiat (+27,33%), Opel (+0,5%) e, soprattutto, Leapmotor (da 346 a 4.765). Diversi brand del gruppo, però, scendono. Il gruppo Volkswagen cresce a 24.722 (+4,06%), con Audi in forte ascesa (+19,72%). In casa Renault, il gruppo sale del 3,98% (16.273), con Dacia brillante (+18,63%). Crescono anche BMW Group (+2,28%), Kia (+27,73%), Volvo (+27,07%) e Honda (+45,67%). In calo Toyota (-6,45%), Mercedes-Benz (-6,47%), Ford (-40,12%), Hyundai (-40,86%) e Tesla (-23,51%). I marchi cinesi restano compatti: MG +24,71%, BYD +209,46%, Omoda & Jaecoo +302,33%, e uno scatto di Lynk & Co.

Sul fronte delle alimentazioni, il cambio è netto. Le ibride non ricaricabili restano la maggioranza: 71.392 auto, +16,5%, al 47,1% di quota. Le tradizionali arretrano: benzina -14,3% (quota al 20,4%), diesel -28,1% (6,6%), Gpl -17,7% (6,9%). È uno scivolamento costante, che non sorprende chi fa i conti al distributore.

Le associazioni confermano il quadro. Unrae chiede politiche industriali stabili e un intervento serio sul tema accise dentro una strategia energetica chiara. Motus-E vede un passo avanti, ma ricorda che il confronto con l’Europa resta duro: servono piani strutturali, non soltanto sprint da incentivo.

Forse la domanda è semplice: tra una bolletta più leggera e una pompa sempre più cara, dove finirà la nostra fedeltà? La risposta si vede già nei parcheggi di quartiere, tra cavi che scattano e cruscotti silenziosi. E non è detto che sia solo una moda di stagione.