Record+di+morti+nella+gara+pi%C3%B9+pericolosa+del+mondo%3A+un+bagno+di+sangue+a+due+ruote
quattromaniait
/2022/09/29/record-di-morti-nella-gara-piu-pericolosa-del-mondo-un-bagno-di-sangue-a-due-ruote/amp/
Eventi

Record di morti nella gara più pericolosa del mondo: un bagno di sangue a due ruote

Alcune gare sono storicamente più pericolose del resto per i piloti che le corrono. Questa però potrebbe tranquillamente battere il record di pericolosità se ne esistesse uno: ecco perchè i centauri rischiano la vita. 

Il dibattito sugli sport estremi è sempre aperto, tra chi crede che certe competizioni dovrebbero essere semplicemente sospese perchè troppo rischiose e chi pensa che ogni atleta abbia il diritto di fare quello che vuole con la propria vita e salute. Nel caso di questa particolare gara, le morti e gli infortuni sono cosa purtroppo comune. Ecco cosa la rende un vero inferno per i piloti.

Roba da morirci (YouTube)

Gareggiare è un po’ rischiare

Se le gare automobilistiche sono piuttosto sicure grazie alle misure di sicurezza prese negli anni, quelle in motocicletta possono rivelarsi decisamente più rischiose. Un’inchiesta del 2015 per stabilire se sia più sicuro correre in pista in auto o moto ha portato a risultati prevedibili: le gare automobiliste hanno una percentuale di decessi pari a 0,89 mentre quelle di moto sono decisamente più pericolose con un 25,38 davvero preoccupante.

Alcune gare comunque sono molto più rischiose di altre per i partecipanti. Prendiamo quella di cui parleremo oggi che la stampa britannica – paese dove si tiene l’evento – ha nominato come “La gara più pericolosa del mondo” già da anni. Il tracciato in questione si trova su un’isoletta famosa per essere stata teatro della costruzione dell’auto più piccola di sempre.

Un inferno in paradiso

I paesaggi meravigliosi dell’Isola di Man, situata a metà strada tra Gran Bretagna ed Eire nel Mare d’Irlanda, sono apprezzati dai turisti che ogni anno si recano in questa incantevole isoletta per visitarla e godersi le specialità locali. Ma proprio tra queste colline verdeggianti e i piccoli centri abitati molto pittoreschi, si trova anche il circuito più temuto dai centauri di tutto il mondo.

Pensare che sarebbe un’Isola bellissima (Wikipedia)

Stiamo parlando dell’Isle of Man Tourist Trophy, spesso abbreviato per comodità in TT, la competizione per motociclisti più pericolosa e letale attualmente aperta in tutto il pianeta. Il tracciato si snoda per una lunghezza di poco più di sessanta chilometri. Un percorso su cui può accadere – ed è accaduto – davvero di tutto.

Nervi saldi

Ma esattamente, quanto è pericoloso il TT dell’isola britannica? Parlano le cifre: dagli anni cinquanta in cui la gara venne inaugurata per la prima volta, ben 262 partecipanti hanno perso la vita in incidenti di vario genere assieme ad 8 membri del pubblico coinvolti nei frequenti incidenti che avvengono purtroppo lungo il tracciato. Nel 2005 c’è stato il boom di decessi e feriti con ben undici vittime in due eventi distinti mentre nel 2016, praticamente ieri, sono morti in cinque.

Un incidente avvenuto sulla pista. Non è cosa rara (Daily)

Ma cosa rende la pista così pericolosa? I fattori da considerare sono tanti: anzitutto, le strade strette su cui le moto raggiungono senza problemi i 240 chilometri orari sono ostiche e lasciano poco spazio per le manovre. Ogni errore viene punito pesantemente dal tracciato che non perdona nessuno. Secondo poi, raramente il meteo si dimostra clemente nei confronti dei piloti partecipanti alla gara. Su questo tracciato si tengono anche eventi con sidecar: sono più sicuri? Giudicate voi…

Manfredi Falcetta

Appassionato di auto e moto, mi piace immergermi nell’universo dei motori, scoprendo le ultime innovazioni tecnologiche e seguendo le competizioni più emozionanti. La scrittura e la lettura, invece, sono le mie oasi di tranquillità, dove mi perdo tra le pagine di libri avvincenti e mi esprimo liberamente attraverso le parole.

Recent Posts

Ferrari smentisce Bloomberg: non sarà obbligatorio acquistare la Luce per accedere a modelli più esclusivi

Ferrari smentisce le voci: non sarà necessario acquistare la sua prima auto elettrica per accedere…

13 ore ago

Dacia Spring: la citycar elettrica mantiene il suo nome, addio Evader

Dacia ha confermato che la sua prossima citycar elettrica, basata sulla Renault Twingo, manterrà il…

2 giorni ago

Sorpresa sulle Strade Italiane: Il Debutto della Lancia Gamma SUV Made in Melfi

Scopri la nuova Lancia Gamma, un SUV di segmento D che combina stile italiano e…

3 giorni ago

Fornaroli alla Prova con Haas: Guida la VF-25 a Jerez in Anteprima della Prossima Stagione

Il pilota italiano Fornaroli testerà la VF-25 della Haas a Jerez, in una prova cruciale…

4 giorni ago

Hyundai Tucson Full Hybrid: Analisi Dettagliata e Verifica dei Dati in 4 Prove

La Hyundai Tucson Full Hybrid offre efficienza, spazio e comfort. Nonostante il bagagliaio sia leggermente…

5 giorni ago

Ferrari in Difficoltà a Le Mans: Problemi Tecnici e Posizioni Arretrate Mettono in Crisi le Rosse

Le Ferrari 499P affrontano una notte difficile a Le Mans, perdendo ritmo e fiducia a…

6 giorni ago