Caro benzina, a settembre nuova impennata record dei prezzi | Se tutto va bene siamo rovinati

Caro benzina, non c’è pace per gli automobilisti. A settembre ci aspetta una nuova impennata record dei prezzi del carburante. I dettagli su una situazione che pare davvero complessa.

Se c’è qualcosa che oramai da diverso tempo mette in difficoltà gli automobilisti di tutto il mondo, quello è senz’altro il costo del carburante. In particolar modo quello della benzina, che a settembre potrebbe tornare a salire in maniera alquanto vertiginosa. Con le elezioni nazionali previste per fine mese prossimo, tutto sembra essere incerto più che mai: scopriamo quindi cosa ci attende.

Benzina 27 agosto 2022 quattromania.it
Benzina, settembre potrebbe essere un incubo per gli automobilisti

Crisi carburante, il futuro non è roseo: ecco cosa ci attende

Come detto, la crisi del carburante non accenna minimamente a rallentare, con i prezzi che potrebbero arrivare addirittura alla vertiginosa cifra di due euro al litro. E’ aumentato particolarmente il diesel, con il prezzo medio nazionale che ha superato 1,8 euro al litro. In salita anche i prezzi del metano – fra 2,438 e 2,872 euro al litro – come dimostra l’analisi di Osservaprezzi del Mise, che ha deciso di metere in risalto per ovvie ragioni il valore della benzina: 1,770 euro al litro in modalità self service.

Per quanto riguarda il GPL, si posiziona tra 0,806 e 0,827 euro al litro. Non potevano mancare le dichiarazioni in merito di Furio Truzzi, presidente di Assoutenti che si è espresso su questi aumenti. Dopo un anno, un litro di benzina costa il 7% in più, mentre il diesel quasi il 20%. E quel che è peggio, come se ce ne fosse bisogno, è che se non verrà confermata la misura del taglio delle accise dopo il 20 settembre i prezzi supereranno agevolmente i 2 euro al litro.

Governo, cosa si fa? Il 20 settembre si avvicina

Quello che sappiamo, sul taglio delle accise, è quanto segue; il decreto aiuti bis ha prorogato lo sconto di 30 centesimi sulle accise fino al prossimo 20 settembre attraverso lo stanziamento di 900 milioni di euro. Si tratta della quinta proroga da marzo, esattamente quando l’ormai ex governo guidato da Mario Draghi aveva introdotto uno “sconto” su benzina, diesel, GPL e metano nel tentativo di arginare i rincari il più possibile.

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Benzina, cosa potrebbe accadere a fine settembre

Adesso, però, le associazioni dei consumatori chiedono un’ulteriore proroga per evitare che le famiglie in autunno vadano incontro ad una nuova stangata. Ed è proprio questo il timore.

Perché se il taglio delle accise non dovesse essere confermato pure dopo il 20 del prossimo mese, torneremmo ai 2 euro e oltre al litro, che per gli automobilisti sarebbe una stangata di non poco conto. Magari avverrà senza problemi, ma fra le elezioni e impegni di governo vari, il rischio di ritrovarci fra circa un mese con questa scadenza ignorata è alto. E di sicuro, agli italiani non piacerebbe affatto uno scenario del genere.

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