La Germania sostiene così la proposta della commissione europea, che prevede il bando dei motori termici dal 2035 in Europa. Una posizione cambiata spesso negli ultimi mesi, come dimostrano i due no del ministro dei trasporti Volker Wissing e il recentissimo sì di quello dell’ambiente, che ha di fatto annunciato il completo sostegno della Germania al disegno dell’esecutivo dell’UE.
Peraltro, Berlino ha fatto marcia indietro anche sulle nuove auto alimentate e-fuel, dato che chiedeva di tralasciarle dal bando. Insomma, un vero e proprio cambio di atteggiamento dei tedeschi su questa delicata questione, che ci fa comprendere a pieno le incertezze che si stanno manifestando in Europa a riguardo.
Già, perché se da una parte Belgio ed Olanda chiedono di anticipare il divieto ai motori a combustione già nel 2030, altri paesi come la Francia bocciano la proposta UE – una posizione che fino ad ora era condivisa pure dalla Germania. E l’Italia? Non è ben decifrabile la posizione della nostra amata penisola.
Il ministro della transizione energetica Roberto Cingolani si mostra cauto e definisce il 2035 una data indicativa per il bando, mentre il CITE intende allinearsi all’Unione Europea. Veronica Aeris, direttrice per l’Italia della federazione europea per il trasporto e l’ambiente, sottolinea il bisogno – delle aziende – di certezze e di investimenti per la riconversione.
Tanta incertezza quindi anche a “casa nostra”, con il 2035 lontano ma non troppo e molti stati che, al momento, ancora non pare abbiano trovato un accordo stabile ed assoluto.
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