E’ successo davvero! Una Porsche penzola dal quarto piano – VIDEO

E’ accaduto qualche giorno fa, in Russia, e le immagini dell’incidente sono davvero scioccanti.

Non capita tutti i giorno di vedere una Porsche “affacciata” al quarto piano di un edificio, ma è successo davvero, il 9 marzo in Russia.

Porsche Macan
Porsche Macan (Riverpark.life)

Il protagonista di questa disavventura finita bene, è il giocatore di hockey sul ghiaccio, Denis Kazionov, accompagnato in auto, dalla moglie, ed il figlioletto.

Mentre si trovava con la sua Porsche Macan, al quarto piano del parcheggio multipiano Riverpark, probabilmente a causa del fondo ghiacciato, ha perso il controllo dell’auto.

Ora, a parte l’ironia sul fatto che un campione di uno sport come l’hockey, scivoli sul ghiaccio, Kazionov, ha perso il controllo della Macan. L’auto, ormai a “guida autonoma” forzata, è andata ad impattare sul muro del parcheggio distruggendolo.

Attimi drammatici in cui si è temuto il peggio, perché l’auto e i suoi occupanti, avrebbero potuto fare un salto di oltre 20 metri, se non fosse stato per la struttura dell’edificio, che ha frenato la corsa.

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Una Porsche che sembra quasi un’opera d’arte moderna

Dunque, la Porsche, ha arrestato la sua corsa verso il baratro, come si vede dalle foto scattate all’interno dell’edificio, grazie alle strutture in metallo del palazzo. Se fosse stata una super car, quindi più bassa di un suv, probabilmente ora staremmo commemorando delle vittime.

Guardando invece le immagini dall’esterno del parcheggio multipiano, fa quasi impressione vedere il muso completo del suv Porsche, che penzola da quell’altezza. Tra l’altro l’edificio, non sembra un parcheggio, ma un normale palazzo cittadino, quindi l’effetto è amplificato.

Come dicevamo, per fortuna, a parte i danni alla Porsche ed al palazzo, non ci sono stati feriti, nemmeno tra le persone che si trovavano sotto, al momento dell’impatto tra l’auto ed il muro.

Lo sportivo ed i suoi familiari, ad un’emittente locale che li ha intervistati, hanno dichiarato di essere ancora sotto shock, ripensando alle conseguenze tragiche che sarebbero potute accadere senza quelle barre di protezione.