Chip sottocutaneo per utilizzare l’auto, aumenta il numero di richieste agli studi di piercing

Se ne parla da molto tempo, ma oggi sta diventato una moda reale, e dopo che un’americano è riuscito a farsi impiantare un micro chip per aprire la sua Tesla, le richieste, anche in Italia stanno crescendo.

microchip sottopelle
Microchip sottocutaneo (Pixabay)

Da qualche anno in Italia, chi ha un animale domestico, principalmente un cane, è obbligato per legge a far impiantare un chip sottopelle all’animale, che lo identifica in base ad un protocollo digitale, di un’anagrafe canina nazionale. Questa modalità “RoboCop”, si sta diffondendo anche tra gli “umani”, ed il dato sconcertante, è l’età media di chi approccia a questa nuova frontiera hi-tech, che, a dispetto di quanto si potrebbe immaginare, non vede coinvolti i giovanissimi, ma soprattutto adulti di sesso maschile, con un’età compresa tra i 40 e i 50 anni, di solito “benestanti”.

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Aprire la Tesla senza chiavi

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Tesla Model 3 (Flickr)

Il caso che ha praticamente dato il via a questa pratica, è stato portato alla luce da un’emittente locale americana, che lo scorso anno, ha intervistato, Ben Workman, l’uomo che si è fatto installare un chip sottocutaneo, per aprire ed accendere la sua auto senza l’uso delle chiavi. L’auto, ovviamente, non poteva non essere il simbolo della tecnologia futuristica, che negli States spopola, una Tesla Model 3.

Il congegno elettronico, di minuscole dimensioni, è stato inserito con un’apposita siringa che si usa per i piercing, sul dorso della mano di Ben, e funziona esattamente come il trasponder inserito all’interno della chiave dell’auto, comunicando direttamente con la centralina di gestione della vettura. l’uomo, che tra l’alto si è fatto inserire vari chip con altre funzione in tutto il corpo, ha dichiarato che in questo modo, la sua vita quotidiana è diventata più semplice, e può effettuare diverse operazioni senza l’utilizzo di strumenti, o senza doversi ricordare necessariamente di portare con se, ad esempio, le chiavi dell’auto per poterla utilizzare.

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Come funziona il microchip

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Microchip (Pixabay)

Come abbiamo visto, il microscopico circuito elettrico, viene, dopo essere stato protetto da uno speciale involucro protettivo, inserito all’interno di una parte del corpo, sottopelle, esattamente come accade per il piercing. La tecnica di installazione, è estremamente rapida e quasi indolore, e rari, sono i casi di rigetto o infezione se si utilizzano le giuste procedure, affidandosi ad un professionista del settore.

Sostanzialmente il funzionamento di questa tecnologia, è molto semplice, perché sfrutta le stesse frequenze del trasponder che si trova collocato nella chiave della vettura, che inviano l’impulso alla centralina CDI, che comanda le funzioni della macchina. Quindi, al sig. Workman, basta avvicinarsi con il dorso della mano alla sua Tesla per aprirla, e, successivamente, spingere il pulsante di avviamento per metterla in moto, ed il suo corpo sarà costantemente in comunicazione con il cervello elettronico dell’auto.

Molti sono i dubbi e le polemiche riguardo questa nuova frontiera della tecnologia, dalla paura per i danni alla salute, alle teorie complottiste di potenti lobby finanziarie che cercano di farci diventare automi robotizzati per controllarci. A noi, in maniera più ironica, ci viene un solo dubbio: ma se la moglie ci chiede in prestito la macchina per andare a fare la spesa al supermercato, non avendo le chiavi, dovremmo necessariamente accompagnarla?