Donne e motori, Il gentil sesso ribalta i vecchi proverbi, parlano i numeri.

Donne e motori, gioie e dolori. Donna al volante, pericolo costante. Principalmente sono questi i proverbi con cui si etichettano le “driver” al femminile. Ma i  detti, hanno sempre ragione?

donne al volante
Donna che guida (Pixabay)

Sfatato lo stereotipo della donna, che, alla guida diventa un pericolo pubblico, smentito, da alcuni dati statistici, resi noti da diverse compagnie assicurative impegnate, principalmente, nel ramo RC auto.
Sembrerebbe, infatti, che a causare più incidenti stradali, siano gli uomini rispetto alle donne , detentori del 41% contro il 16% delle femmine.
Ma allora, perché questo luogo comune nel’ immaginario collettivo?

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Differenza tra automobilista e uomo e donna.

donne al volante
Auto-scontro luna park (Pixabay)

Partiamo dal tallone di Achille del gentil sesso: il “parcheggio”. L’uomo impiega minor tempo nelle manovre, ed é più preciso rispetto alla donna, che, nelle manovre risulta più lenta e meno precisa. Questo accade perché, i due “generi”, utilizzano diversamente alcune parti del cervello, che, in alcune circostanze, richiede calcoli esatti.
Al contrario, però, le donne, sono più inclini alla Prudenza, infrangendo meno i divieti, per questo causano meno incidenti stradali. Le quote rosa, sono meno sanzionate rispetto ai colleghi “villosi”, quasi 2 conducenti su 3, che ricevono multe, sono uomini, come 3 su 4 sono i maschi condannati per reati stradali.
Altro dato statistico a favore delle donne, che dimostra una sinistrosità inferiore, è l’uso di alcool o s sostanze, che riducono l’attenzione nella guida, la probabilità, infatti, che l’uomo si metta alla guida in condizione di rischio o alterate, ha un’incidenza maggiore che sale circa all’ 11%.

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Donne che hanno lasciato il segno nel mondo delle auto

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Foto degli inizi del 900 (Pixabay)

Mentre oggi, grazie all’emancipazione femminile, per fortuna, vedere donne al volante è del tutto normale, non dimentichiamo che, nemmeno troppi anni, tutto questo, anche nel moderno occidentale, era retaggio prettamente maschile. Ma, in tutto questo, ricordiamo alcune donne che, dalla nascita delle automobili, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo di questo mezzo di trasporto, così come lo conosciamo adesso.
Prima fra tutti, Bertha Benz, che nel 1888 compì il primo viaggio in auto, insieme a figli, per dimostrare l’affidabilità della vettura con motore a scoppio prodotta dal marito.

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Pochi anni dopo, nel 1913, va ricordata Sophie Opel, che condusse il gruppo automobilistico omonimo per quasi 20 anni. In Italia, invece, ci piace ricordare, Maria Teresa de Filippis che nel 1958 fu la prima donna a partecipare ad una gara di Formula 1.