Una scia di rosso che accende il Lario, il rombo che rimbalza tra le ville, il dettaglio che fa fermare il passo: la Capricorn 01 “Tutto Rosso” arriva a Villa d’Este 2026 come un invito a guardare due volte, e poi ancora.
C’è una sorpresa che parla tedesco con accento milanese. Da una parte il gruppo Capricorn, realtà ingegneristica abituata ai ritmi del motorsport. Dall’altra Zagato, atelier che da oltre un secolo disegna forme che restano. Insieme firmano una one-off che non chiede permesso: Capricorn 01 “Tutto Rosso”.
Non è solo un nome evocativo. È una scelta estetica radicale. La livrea total red copre il 95% della carrozzeria e invade l’abitacolo. Rosso su rosso. Vernici, cuciture, pannelli. Un gesto netto, quasi monastico, con pochi dettagli a contrasto. Pensa al colpo d’occhio all’alba sul lago: una lama di colore che taglia la foschia.
Sotto la pelle ci sono soluzioni nate per guidare, non per contemplare. Telaio a vista dove serve, volumi compressi, sbalzi corti. La postura è da felino in attesa. Il disegno non scivola nel barocco. È pulito, leggibile, fotogenico anche da fermo. Eppure non svela tutto.
Il fascino del monocromo
Il “Tutto Rosso” non è un capriccio. Il colore unico esalta le proporzioni e sposta l’attenzione sui pieni e sui vuoti. È un trucco antico, caro a chi modella la luce. Qui funziona perché dialoga con linee tese, griglie asciutte, parafanghi che promettono spinta. La firma di Zagato si intuisce nei volumi muscolari e nell’attenzione al dettaglio tattile: superfici che chiedono di essere toccate, non solo fotografate.
Poi arriva il punto. La 01 è una Hypercar a trazione posteriore con motore V8 sovralimentato da oltre 900 CV. E monta un vero cambio manuale. In un’epoca di paddle e algoritmi, questa scelta suona come una dichiarazione d’intenti. La leva al centro, la corsa breve, il clic metallico che si sente nelle ossa. Non si tratta di nostalgia: è controllo. È ritmo. È responsabilità di chi guida.
Finora non sono stati comunicati dati su peso, accelerazione o velocità massima. Né il prezzo. Li aspettiamo. Quello che c’è è già molto: una ricetta difficile da vedere oggi, servita senza mezze misure.
Villa d’Este 2026: vetrina e promessa
Il debutto è fissato al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026, sul Lago di Como, palcoscenico che mette fianco a fianco icone del passato e idee del futuro. Una passerella lenta, dove contano proporzione, aura, storia. Presentarsi qui è una prova di coraggio e un biglietto da visita pesante.
La “Tutto Rosso” nasce come pezzo unico. Ma porta con sé un impegno: una produzione limitata a soli 19 esemplari entro fine 2026. È una finestra stretta, con margini di calendario sempre suscettibili di cambi. Diciannove non è un numero tondo: è un patto di esclusività. Pochi pezzi, molta attenzione. Lì si misura la capacità di Capricorn di trasformare il know-how da pista in un oggetto da strada che resta nel tempo.
Intanto immaginiamo la scena. Strada che sale tra i muretti, seconda piena, terza breve, quarta solo se c’è spazio. La mano sinistra cerca la frizione, la destra la leva. Il V8 spinge, la coda comunica, il volante fa da sismografo. Il rosso avvolge tutto, come un filtro emotivo. Forse è questo il senso: non urlare più forte, ma far vibrare meglio.
Quando la vedrai sfilare sul prato, chiediti una cosa semplice: quanto vale, oggi, l’atto di scegliere una via più difficile pur di sentire tutto, senza intermediari? La risposta potrebbe stare in un click di metallo e in un riflesso vermiglio sulla riva del lago.