Le monoposto di F1, dal lontano 2014, sono equipaggiate da power unit turbo-ibride, dotate di una parte termica e di una elettrica. Oggi scopriremo il perché della mancanza di un componente rispetto alle auto stradali.
La F1 è cambiata molto nel corso dell’ultimo decennio rispetto al passato, adottando tecnologie sempre più raffinate ed attente a tematiche quali l’efficienza ed il minor impatto ambientale. Nel 2014 sono state introdotte le ormai famose power unit turbo-ibride, che si basano su un motore termico V6 turbo, che lavora assieme a componenti elettriche quali l’MGU-K e l’MGU-H, oltre ovviamente alle batterie, alla centralina e molto altro ancora.
Nel 2026 esse verranno aggiornate, con l’addio all’MGU-H, ma con un incremento della potenza sprigionata dalla parte elettrica, che genererà un’energia pari al 50% di quella complessiva, pareggiando i valori con la componente termica. Ci sono molte incognite in tal senso, e non è escluso che possano esserci ulteriori modifiche da qui sino all’inizio del prossimo mondiale. Nel frattempo, è bene analizzare le motivazioni che ci sono dietro all’assenza di un componente fondamentale sui motori di oggi, come spiegato dal sito web “Autoeveryeye.it“. Ecco cosa è fondamentale sapere.
Anche se in molti potrebbero non esserne a conoscenza, le monoposto di F1 sono prive della cinghia di distribuzione nei motori. Parliamo di quell’elemento che è ben noto ai possessori di veicoli con motore 1.2 PureTech, per i quali il gruppo Stellantis ha dovuto avviare un numero impressionante di richiami. Spesso, le vetture della massima serie anticipano tecnologie che poi vengono applicate nel mondo della mobilità ordinaria, divenendo, con il passare del tempo, dei veri e propri lavoratori ad alta velocità. Tuttavia, non si fa uso di cinghie e catene di distribuzione, che sono scomparse addirittura da oltre trent’anni.
Le cinghie sono assenti anche sulle auto elettriche, e sono state sostituite, con il passare degli anni, con un sistema di ingranaggi che trova spazio nella parte frontale dei motori. Essi permettono molta più precisione e prestazioni più elevate, adattandosi meglio ad un mondo, come quello della F1, che viaggia velocissimo. Queste tecnologie non vengono applicate al mondo delle vetture stradale per via dei loro costi, che risultano essere molto elevati, ed andrebbero ad impattare troppo sui costi di acquisto, già molto elevati al giorno d’oggi.
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