Le concept car possono rappresentare una ottima base per un brand in cerca di un rilancio sul mercato. Fulvia, nome storico del marchio, potrebbe tornare in una veste nuova.
La Lancia sta cercando di capire cosa vuole fare da grande. In prima battuta il brand dell’universo Stellantis aveva pensato di fare all-in sull’elettrico, poi ci ha ripensato dati i numeri a ribasso nel Vecchio Continente. L’addio alla precedente gen della Ypsilon è risultato più doloroso del previsto a causa dei numeri piuttosto deludenti della nuova serie nel suo primo anno di vita. La Casa torinese ha bisogno di un rilancio in grande stile e la gamma potrebbe allargarsi a nuovi modelli.
E’ stato annunciato il rilancio della Delta e i puristi vorrebbero rivedere anche la Fulvia. La prima versione a essere lanciata sul mercato fu la berlina a 4 porte, che nel 1963 entrò nel listino Lancia, sostituendo l’Appia III serie. Aveva una linea elegante a 3 volumi massiccia. Costruita nel nuovo stabilimento Lancia di Chivasso, aveva una meccanica all’avanguardia. Sotto il cofano spiccava il motore 4 cilindri a V stretta (12 gradi) e distribuzione bialbero in testa e bilancieri, i 4 freni a disco e il telaietto ausiliario, a cui era ancorata la sospensione anteriore a ruote indipendenti, con balestra trasversale e barra stabilizzatrice.
La concept car moderna della Fulvia arrivò nel 2003. Al Salone di Francoforte lasciò tutti a bocca aperta. Per tutti gli amanti delle linee tese del marchio, fu amore a prima vista. Il design sportivo della nuova Fulvia aveva lasciato a bocca aperta. La Lancia decise di rivisitare il suo modello simbolo degli anni ’60 e ’70, con un concept che ne aveva modernizzato le forme e avrebbe potuto aprire nuovi orizzonti.
La concept car aveva cerchi in lega misurati per adattarsi al meglio alle esigenze e fessure nei pannelli che avrebbero potuto allontanare il fango se la Lancia avesse scelto di rivisitare il passato rallystico della Fulvia. Stellantis ha blindato il nome Fulvia, magari per usarlo per una berlina compatta da posizionare al di sotto della nuova Gamma, prevista per il 2026.
Un primo indizio arriva dall’ufficio brevetti europeo dove a fine gennaio il colosso italo-francese ha registrato proprio il nome Fulvia. Vi sono tutti i componenti per tornare a sognare una nuova serie. Del resto il passato è sempre presente nei marchi del Gruppo Stellantis.
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