Il car market sta attraversando un periodo di grande flessione. Tutti i major sono in difficoltà nel panorama internazionale.
I produttori di auto, un tempo, avevano la garanzia di crescere sulla base di regole stabili. La politica ha deciso di rivoluzionare il mondo dei motori con novità tecniche che non hanno pagato. Le auto elettriche avrebbero dovuto garantire un impatto positivo sull’ambiente, ma hanno avuto un effetto contrario sugli affari. Il caos generato dalla dead line imposta in sede europea sulla commercializzazione di auto termiche, ibride comprese, ha paralizzato il mercato.
Lo scenario si sta facendo grigio a causa della crescita repentina dei competitor cinesi che stanno stravolgendo il car market. Con una crisi economica fortissima persino i puristi sono costretti a guardarsi intorno alla ricerca di auto a basso costo. In questo i produttori cinesi sono avvantaggiati. Il mercato dell’usato, conseguentemente, è schizzato alle stelle. Per questo motivo in Italia conserviamo uno dei parchi circolanti più vetusti d’Europa e il Governo ha preso una scelta. Dopo la pandemia ci sarebbe dovuto essere un cambio di passo ma il prezzo delle batterie agli ioni di litio delle EV è continuato a salire alle stelle.
L’ex dirigente della Nissan, Carlos Ghosn, ha ammesso che il Governo giapponese sta spingendo Honda a concludere un accordo clamoroso. In sostanza per salvare la Nissan i vertici della politica avrebbero spinto per una partnership con Honda. In una recente intervista con Bloomberg, l’ex n.1 della Nissan ha ammesso tutto.
“Secondo me si tratta di una mossa disperata – ha annunciato Ghosen a Bloomberg – Non è un accordo pragmatico perché, francamente, le sinergie tra le due aziende sono difficili da trovare. Non ci sono praticamente [aspetti] complementari tra le due aziende. Sono negli stessi mercati. Hanno gli stessi prodotti. I marchi sono molto, molto simili“.
“Avendo vissuto in Giappone per così tanti anni, capisco quanto possa essere influente il METI – ha spiegato l’ex CEO della Nissan – Secondo me, non c’è una logica industriale in questo, ma c’è un momento in cui devi scegliere tra prestazioni e controllo. Ovviamente se puoi avere entrambi, è meglio. Ma ci sono momenti in cui devi scegliere e, senza alcun dubbio, con il METI e tutto quello che so da esso, preferiscono il controllo alle prestazioni. Quindi hanno spinto Honda nell’accordo, senza alcun dubbio“.
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