Il car market teutonico è andato in crisi a causa di un massiccio investimento sulla tecnologia elettrica. In BMW hanno deciso di cambiare strategia.
E’, oramai, chiaro a tutti, eccezion fatta per le istituzioni europee che l’elettrico in Europa non può decollare. Vetture troppo costose e una penuria di infrastrutture di ricarica hanno allontanato anche i progressisti green. Chi ha scelto una vettura full electric è stato battezzato un early adopter, dovendo adattare la propria vita alle esigenze dell’auto in termini di ricariche e gestione di un’autonomia di una batteria a ioni di litio piuttosto carente su tanti modelli.
In questo scenario o verranno lanciate EV economiche con batterie innovative che si ricaricheranno completamente in 5 minuti o il caro vecchio rifornimento presso un distributore continuerà a esserci. In Germania tutti i top brand che hanno investito nell’elettrico sono stati costretti a una marcia indietro per non rischiare un clamoroso crollo. Il Gruppo VW, Mercedes e ora anche BMW hanno deciso di diversificare le proposte, non trascurando i puristi del termico e proiettandosi a valide alternative alla tecnologia delle batterie agli ioni di litio.
La Casa bavarese si è mossa da anni per la creazione di auto a idrogeno. Quest’ultimo rappresenterebbe una soluzione, realmente, green con tempi di ricarica simili a quelli che avvengono nelle classiche pompe di benzina ma non c’è stata ancora una importante risposta commerciale. Per questo motivo i tecnici tedeschi hanno proposto un repentino spostamento verso i nuovi motori a combustione a base di idrogeno.
L’idrogeno, ormai da tempo, è percepito come il futuro dei motori e dei carburanti per via del suo impatto ambientale zero, emettendo nell’aria vapore acqueo. Le infrastrutture a livello globale sono inadeguate. A guidare lo sviluppo di motori esclusivamente a idrogeno è lo stabilimento di produzione Steyr della BMW.
La piattaforma Neue Klasse di BMW, creata inizialmente per produrre veicoli elettrici (EV), è al centro di un cambiamento. A differenza dei motori elettrici, i motori a combustione a idrogeno promettono tempi di rifornimento rapidi e autonomie elevatissime. In pratica, funziona in modo simile ai tradizionali motori a combustione interna, solo che utilizza idrogeno invece di carburanti fossili. L’idrogeno potrebbe rappresentare un’opzione più sensata per le nazioni che stanno, come l’Italia, ancora impiantando colonnine per la ricarica delle EV. Negli stabilimenti BMW, Toyota e Hyundai, sono convinti che la tecnologia a idrogeno rappresenterà la svolta green che le istituzioni vogliono.
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