Il Gruppo Stellantis sta facendo dei passi in avanti notevoli con il Governo. Dopo tante polemiche, finalmente, si è arrivati a un punto di svolta.
L’Italia è piombata in una crisi con pochi precedenti storici. In silenzio le aziende del Made in Italy sono state svendute, salvo rarissime eccezioni. L’industria dell’Automotive, fiore all’occhiello del nostro patrimonio, è finita nelle mani dei francesi, dopo la fusione tra FCA e PSA. La sede finanziaria, per motivi fiscali, è in Olanda, mentre molti stabilimenti sono in realtà come Polonia e Serbia. Dal 2021 a oggi, tra il governo ed il Gruppo Stellantis, i rapporti si sono fatti molto tesi.
Nelle ultime settimane, dopo un accordo di massima sulla produzione di veicoli in Italia, si è arrivati a una fase di distensione. Le ultime notizie sono positive. Carlos Tavares, ex amministratore delegato del colosso italo-francese, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni con il sostituto che verrà annunciato entro la prima metà del 2025. I rapporti tra la holding multinazionale ed il governo italiano sembrano essere migliorati, anche a seguito di una telefonata svolta dal Presidente John Elkann al ministro delle Imprese Adolfo Urso. C’è la volontà esplicita di venirsi incontro per un obiettivo più grande.
Il Gruppo Stellantis vorrebbe risolvere i problemi che attanagliano l’Automotive nel nostro Paese. Il 4 di dicembre è andato in scena un incontro alla Camera, con Urso che ha sottolineato l’impegno del governo per rilanciare il settore delle quattro ruote dopo una fase molto negativa. Le risorse potrebbero anche aumentare per far rialzare i numeri di una filiera piombata in crisi nera a causa di scelte sbagliate, a partire da quelle sull’elettrico.
Parlando alla Camera dei Deputati, Adolfo Urso ha affermato: “Con le risorse aggiuntive, destinate ai contratti di sviluppo delle filiere strategiche, possiamo garantire una somma equa o anche superiore a quanto previsto per il 2025“. Per Stellantis si tratta di una news clamorosa e fondamentale. In arrivo c’è un nuovo fondo, che dal 2027 al 2036 potrà contare su ben 24 miliardi di euro di aiuti, in modo da finanziare gli investimenti nell’industria dell’Automotive 2.0.
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