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Michael Jordan lo ha fatto ben due volte | La passione era troppo forte

Un nome, una leggenda: Michael Jordan è senza ombra di dubbio la persona più influente nel mondo della pallacanestro dopo una carriera praticamente perfetta. Lei gli fece perdere la testa.

Il nome di questo atleta è così iconico per la pallacanestro che anche una persona totalmente ignorante in materia, senza aver magari mai visto una partita di basket o conoscere l’NBA, lo conosce per forza: Michael Jordan, il re del basket, conosciuto con il suo numero di maglia, il 23, che ha fatto da sfondo a quasi tutte le sue pazzesche giocate.

Michael Jordan a bordo della sua “pantera nera” (Ok Diario)

Impegnato nel ruolo di cestista, posizione in cui è considerato uno dei più forti atleti di sempre, MJ iniziò la sua carriera professionistica nel 1984 con la squadra dei Chicago Bulls. E’ proprio con il logo del toro sulla maglia che il campione mette a segno la maggior parte delle sue vittorie ed una serie di stagioni vincenti che lo portano ad ottenere – tra i tanti primati – il titolo di miglior marcatore della stagione per ben dieci volte.

Il picco della carriera del cestista comunque sono senza dubbio i due ori olimpici ottenuti con la nazionale di basket americana. Il primo arriva nel 1984 a Los Angeles ma Jordan riesce a vincere anche in trasferta, indossando ancora una volta la medaglia d’oro nel 1992 a Barcellona. Dopo un primo ritiro a cui segue un ritorno all’amato sport, Jordan appende definitivamente la maglietta con il 23 al chiodo nel 2003 dopo qualche stagione con i Washington Wizards.

Il sogno italiano

Un atleta strapagato e famoso quanto Jordan naturalmente non ha certo lasciato vuoto il suo garage nel corso degli anni 80 e 90, periodo in cui Jordan ha raggiunto il picco della sua fama e in cui uscivano guarda caso alcune delle supercar più belle mai viste al mondo. Pensate che in un’occasione, il giocatore di pallacanestro comprò sette auto in un singolo giorno.

Jordan paparazzato con la sua Ferrari: i bodyguard protestano (Ok Diario)

L’auto che fece davvero impazzire il campione però arrivò nel suo garage negli anni 90. Dopo la firma con Nike nel 1985 che sanciva la nascita di uno dei brand più proficui mai realizzati in collaborazione con un atleta, Michael Jordan decise di togliersi uno sfizio e si comprò una bellissima Ferrari Testarossa nera.

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La Testarossa è una delle Ferrari più ricercate al giorno d’oggi: ne sono state prodotte meno di 10.000 e con il suo iconico motore da circa 430 cavalli, l’auto al tempo faceva girare la testa a chiunque per strada. MJ fu più volte fotografato con la sua vettura italiana nel corso degli anni novanta e si dice che abbia apprezzato così tanto l’auto da comprarne una seconda identica, stavolta tutta rossa. Quando si dice voler strafare!

Manfredi Falcetta

Appassionato di auto e moto, mi piace immergermi nell’universo dei motori, scoprendo le ultime innovazioni tecnologiche e seguendo le competizioni più emozionanti. La scrittura e la lettura, invece, sono le mie oasi di tranquillità, dove mi perdo tra le pagine di libri avvincenti e mi esprimo liberamente attraverso le parole.

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