Erede spirituale della famosa Citroen DS, questa vettura nacque da un sodalizio transalpino decisamente prolifico. Quanti di voi riescono a ricordasela?
La Citroen è una delle marche francesi impegnate nel settore automobilistico più celebri e prestigiose di tutta la Francia. La casa però a fine anni 50 – secondo i vertici dell’azienda – era considerata troppo “popolare”. Nonostante l’arrivo della Citroen DS, la casa aveva bisogno di una vettura di fascia alta.
Come fare però a costruire un’auto sportiva ma al contempo lussuosa che potesse competere con mostri sacri del settore come BMW, Mercedes e Rover? La risposta che trovò la casa francese quando iniziò a lavorare al progetto S fu di non isolarsi e di collaborare con una prestigiosa casa italiana invece che competere contro di essa.
Il progetto S divenne la Citroen SM, concretizzandosi in una delle vetture più interessanti mai prodotte dal marchio francese. La SM divenne rapidamente la più esclusiva Citroen mai prodotta fino a quel momento, competendo a spada tratta contro case molto più blasonate.
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Fin da subito, la nuova Citroen-Maserati impressionò positivamente i giornalisti specializzati: si narra che nel 1970 in occasione della presentazione alla stampa dell’auto, alcuni giornalisti poterono salire come passeggeri su una SM che raggiunse facilmente i 200 chilometri orari.
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La vettura, prodotta ininterrottamente per 5 anni, fu prodotta in serie limitata esclusivamente per il mercato europeo e nord americano: oltre a 2.300 auto inviate nel continente americano, vennero costruite oltre 10.000 SM destinate al mercato europeo, principalmente ad Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi.
Il segreto dell’auto era un robusto e performante motore da otto cilindri, un gioiellino uscito dal cilindro della Maserati. L’auto aveva anche interni eleganti ed una linea derivata dalla DS che piacque molto ai clienti.
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La SM prese parte a numerosi rally in una configurazione più sportiva accorciata di 30 centimetri. L’automobile però non replicò i successi della DS, limitandosi a qualche isolato trionfo in alcune competizioni tenutesi in Africa dove le strade più lunghe permettevano alla SM di sfruttare tutti i suoi cavalli.
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