Questa vettura è basata su un’auto che sua volta è ispirata ad un altro veicolo già esistente. Lo trovate complicato? Un po’, forse ma le sue prestazioni restano interessanti.
Può capitare che un’auto sportiva sia ispirata almeno esteticamente ad una seconda vettura performante. Pensate soltanto alla Hennessey Venom, una vettura da record basata sui modelli Lotus del 2000.
Quello che è successo nel caso di questa vettura famosa per essere comparsa come co-protagonista su ruote nella serie Hardcastle e McCormick, nota in Italia con il nome I giustizieri della città. La serie, trasmessa tra il 1983 ed il 1986, ha come protagonista un giudice desideroso di vendetta per non essere riuscito ad incarcerare dei criminali colpevoli tramite la legge.
L’uomo decide di imbarcarsi in una ricerca sistematica di giustizia a bordo della Coyote X, una supercar prodotta da un pilota ormai scomparso dal design decisamente unico, simile ad una concept car. In realtà, sotto il finto logo Coyote si cela una vettura realmente esistente, basata a sua volta su una terza auto. Volete scoprire di quale si tratta o vi è già venuto il mal di testa?
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L’automobile che fornì il telaio per la Coyote X è una Manta Montage, da non confondere con la più celebre ma meno potente Opel Manta, una vettura prodotta dalla casa tedesca.
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La vita della casa Manta non fu lunghissima ma sicuramente intensa: dal 1974 al 1986, questa ditta di elaborazioni costruì auto da corsa dal peso leggero e dalle prestazioni eccitanti. In particolare, la Montage che appare non solo ne I giustizieri della città ma in numerosi altri film ed episodi televisivi degli anni 80 e 90 si ispira direttamente alla McLaren M6GT da corsa.
La vettura aveva un sound impressionante e soprattutto un peso di appena 860 chilogrammi che consentiva prestazioni eccellenti grazie al rapporto peso-potenza.
La vettura che appare nella serie monta un motore V6 di produzione General Motors ed esibisce qualche modifica estetica, tra cui il fittizio marchio Coyote impresso sulla vettura.
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