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Si parla spesso di gigafactory, ma cosa sono? A breve anche in Italia

Il decennio in cui le auto dovranno passare velocemente all’elettrico, è anche quello delle contese sulle gigafactory.

Questo decennio è fondamentale per il futuro del clima terrestre, e dell’automotive mondiale. Per inquinare di meno sul medio-lungo periodo, ma anche diminuire i costi di produzione, la motorizzazione elettrica deve già essere il presente, oltre che il futuro.

Per questo vari paesi in tutto il mondo vanno alla ricerca di nuove gigafactory, ovvero le fabbriche in cui avviene la progettazione, lo sviluppo e infine la produzione delle macchine elettriche. Tra di essi ecco che spunta anche l’Italia.

Il nostro paese, infatti, è alla ricerca di aziende che sviluppino accordi per la costruzione degli impianti sul suolo nazionale. Per questo, il primo passo lo sta facendo Stellantis, che dopo averne già due in Francia e Germania, vuole la terza gigafactory, e si vocifera che possa essere vicino Torino.

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Gigafactory: non solo l’Italia, ma anche UK

Fabbrica Ford in UK (Getty Images)

La questione della costruzione di gigafactory in Europa, non attraversa solo l’Italia. Infatti, anche UK è vicina a diverse aziende, e addirittura sta contrattando ben 6 accordi. Nel dettaglio, stiamo parlando di: Nissan, Ford, LG, Samsung, BritishVolt e InoBat.

Queste sei compagnie hanno avuto rassicurazioni sui propri investimenti da parte del governo britannico, che ha un piano preciso è già in atto per il futuro. Infatti, esso prevede il divieto di vendere auto con motorizzazione tradizionale entro il 2030, e di quelle ibride entro il 2035.

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Tornando all’Italia, purtroppo nel nostro paese un piano del genere non c’è ancora, ma la presenza del Ministero della Transizione Ecologica fa ben sperare. Il piano del nostro governo comunque è stato varato, basandosi sull’uso dei fondi del recovery fund, con l’istituzione di uno schema tra pubblico e privato, in cui rientrerebbe anche Stellantis. Chiaramente è tutto ancora da vedere.

La costruzione delle gigafactory, dunque, è un tema caldissimo e di non facile risoluzione. Una parte della produttività, del PIL, dell’economia del decennio che è appena iniziato, passa da questa questione, e l’Italia non può farsi trovare impreparata.

Nazareno Bastone

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