Auto elettriche, sono sempre più in voga con più funzioni per rendere l’utilizzo il più agevole possibile. Qualcosa stavolta è andato storto
L’elettrico, in un modo o nell’altro, sta cambiando il mondo. In tanti ambiti, infatti, settore auto in primis, questa tecnologia sta venendo sviluppata sempre di più portando molte imprese ad un cambiamento davvero radicale.
E tra le aziende che spingono verso questo innovativo cambio di passo, c’è anche Enel X che ha creato l’applicazione Juice Pass. A cui, a proposito, Google e altre sue due società controllate, dovranno pagare ben cento milioni di euro.
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Questa la decisione dell’Agenzia Garante per il mercato e la concorrenza (AGCM). Il motivo è stato quello di non aver dato l’accesso all’applicazione nel sistema Android Auto.
Il colosso americano dell’informatica ha quindi abusato della propria posizione dominante favorendo un proprio servizio (Google Maps) e bloccando quello di un altro fornitore.
Entrando nel dettaglio, Google ha vietato all’app di essere utilizzata sui propri sistemi automotive costringendo gli utenti ad usufruire invece di Google Maps.
Non finisce qui questa vicenda comunque, dato che la nota impresa studierà le documentazioni fornitegli per capire se e come procedere in un eventuale ricorso. Al di là di cià. cerchiamo di capire cosa significhi oggi poter adoperare di determinati servizi.
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Innanzitutto bisogna dire che la diffusione sempre più frequente di veicoli ricaricabili, che siano elettrici o ibridi plug-in, sta rendendo sempre più importanti i sistemi per l’uso delle cosiddette colonnine.
Questo tipo di servizio consente non solo di pagare il rifornimento di energia, ma anche di individuare altre colonnine e in caso prenotarle. Si tratta di operazioni che nelle automobili più moderne possono essere eseguite sfruttando sistemi informatici presenti all’interno delle vetture come quelle di Android auto.
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Nel caso specifico di Enel X, Google è stato colpevolizzato di aver bloccato l’app JuicePass utilizzata per i servizi di ricarica che, in particolare, non è a disposizione per i veicoli dotati di sistema Android da due anni.
Secondo AGCM questo stava compromettendo la libertà di scelta degli utenti in un periodo storico in cui la mobilità elettrica si trova in una fase cruciale causando così possibili ricadute negative sulla diffusione dei veicoli elettrici.
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