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Prestito Covid per acquistare una Maserati: l’indagine svizzera sui coniugi Moretti

Un credito nato per salvare le imprese, un’auto di lusso e un’indagine poi archiviata. Si mette male per i titolari del locale di Crans Montana

Bufera sui coniugi Moretti, i titolari del locale teatro della tragedia di Crans Montana. Nel 2020 la Svizzera ha varato un sistema di crediti straordinari per sostenere le imprese colpite dalle chiusure legate alla pandemia. Linee di liquidità rapide, garantite dalla Confederazione, con un obiettivo preciso: consentire alle aziende di far fronte ai costi correnti durante l’emergenza.

Prestito Covid per Acquistare una Maserati: L’Indagine Svizzera sui Coniugi Moretti

Il meccanismo era semplice e fondato sulla fiducia. Le banche erogavano i prestiti in tempi molto rapidi, spesso nell’arco di poche ore. I controlli arrivavano in un secondo momento. In cambio di questa velocità, alle imprese veniva richiesto il rispetto di vincoli stringenti sull’utilizzo dei fondi.

I crediti Covid erano destinati esclusivamente alla liquidità operativa. Servivano a coprire salari, affitti, fornitori e spese correnti. Erano invece vietati dividendi, trasferimenti di capitale verso altre società e investimenti non direttamente collegati all’attività.

Il programma, nel suo complesso, prevedeva un plafond massimo di circa 40 miliardi di franchi svizzeri. L’erogato effettivo superò i 16 miliardi, con oltre centomila imprese beneficiarie. I tassi erano fortemente agevolati e la garanzia federale copriva gran parte del rischio per gli istituti di credito.

Il presupposto centrale era la responsabilità individuale dell’imprenditore. In caso di uso improprio, la normativa consentiva richieste di restituzione, sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, procedimenti penali per indebita percezione di fondi pubblici.

L’indagine sui coniugi Moretti: i fatti accertati

In questo contesto si inserisce la vicenda che ha attirato l’attenzione della stampa svizzera. Nel 2020, i coniugi Moretti, gestori di un locale nel Canton Vallese, ottennero un prestito Covid di circa 75.500 franchi.

Pochi giorni dopo l’erogazione, parte di quella somma venne utilizzata per l’acquisto di una :contentReference[oaicite:0]{index=0}, per un valore stimato attorno ai 33.000 franchi. L’operazione fu segnalata alle autorità competenti, che aprirono un fascicolo per verificare un possibile uso non conforme dei fondi.

L’indagine aveva un obiettivo preciso: accertare se l’acquisto dell’auto fosse compatibile con i vincoli del credito Covid oppure se configurasse un utilizzo improprio di risorse garantite dallo Stato.

Dopo circa un anno di verifiche, il procedimento venne archiviato. Secondo quanto riportato da fonti giudiziarie e bancarie, l’auto risultava intestata alla società e registrata nei conti aziendali. Gli inquirenti non hanno quindi ravvisato elementi sufficienti per procedere penalmente.

Non risulta alcuna condanna definitiva legata a questa vicenda. Resta il dato oggettivo dell’indagine aperta e successivamente chiusa, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Un caso che riapre il dibattito

La storia è tornata all’attenzione pubblica solo a distanza di anni, nel quadro di una più ampia ricostruzione giornalistica sui gestori del locale coinvolto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana.

Dal punto di vista cronachistico, il caso Moretti non rappresenta un’eccezione isolata. In Svizzera, durante e dopo la pandemia, diverse posizioni sono state esaminate per verificare il rispetto delle regole sui crediti Covid, con esiti differenti a seconda delle circostanze.

La questione centrale resta sempre la stessa: tracciare il confine tra spesa aziendale legittima e utilizzo non coerente con la finalità del sostegno pubblico. Un confine che, in situazioni di emergenza, viene affidato prima alla fiducia e solo dopo ai controlli.

I crediti Covid erano un patto implicito tra Stato e imprese. Velocità in cambio di correttezza. Quando quel patto regge, il sistema funziona. Quando si incrina, sono i controlli a parlare, non le suggestioni.

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