Svelata l’identità del compratore dell’unica Ferrari 250 GTO Bianco Speciale: è il collezionista americano David Lee. Storia e retroscena dell’asta.
Non ha battuto record assoluti, ma ha comunque monopolizzato l’attenzione del mondo automotive. La Ferrari 250 GTO “Bianco Speciale”, l’unico esemplare mai uscito dalla fabbrica di Maranello verniciato di bianco, è stata la vera protagonista dell’asta Mecum di Kissimmee, in Florida. A lungo si è discusso del prezzo finale — circa 38 milioni di dollari, meno di quanto molti si aspettassero — ma soprattutto dell’identità del compratore, rimasta inizialmente avvolta da una certa discrezione. Una discrezione durata poco. 
La stampa americana ha infatti ricostruito rapidamente il profilo del nuovo proprietario, un nome tutt’altro che sconosciuto negli ambienti del collezionismo di lusso. Si tratta di David Lee, imprenditore californiano, noto tanto per il suo impero nel commercio di gioielli e orologi di altissima gamma quanto per una delle collezioni Ferrari più impressionanti al mondo.
Perché Lee è un collezionista che gioca in un campionato a parte
Lee è il volto dell’Hing Wa Lee Group, realtà di riferimento nel settore della gioielleria e degli orologi di lusso, con un’attenzione particolare ai Rolex più rari e ricercati. Ma è nei garage che la sua passione diventa quasi enciclopedica. Al momento, il collezionista americano possiede oltre venti Ferrari, molte delle quali duplicate in due colorazioni diverse: una gialla e una rossa, che lui stesso, con ironia, ama chiamare “senape e ketchup”.
Nel suo parco auto figurano tutte le cosiddette “Big Five” moderne del Cavallino Rampante: 288 GTO, F40, F50, Enzo e LaFerrari. Un insieme che, già da solo, basterebbe a definire una collezione fuori scala. L’arrivo della 250 GTO Bianco Speciale non è quindi un semplice acquisto, ma un tassello che cambia il peso specifico dell’intero insieme.
Il retroscena dell’asta aggiunge un ulteriore livello di racconto. Il giorno della vendita, Lee si trovava impegnato in pista durante un track day e ha rischiato di dimenticare l’appuntamento telefonico con il suo broker di fiducia, Kevin Cohen, inviato a Kissimmee con un mandato chiaro: tornare a casa con quella Ferrari. Il budget, di fatto, non era un problema.
Secondo quanto riportato, l’ex proprietario — Jon Shirley, ex presidente di Microsoft — aveva inizialmente fissato una riserva a 36 milioni di dollari e sembrava disposto a fermarsi già intorno ai 34,5. Ma l’inerzia della gara tra offerenti ha fatto il resto. Solo al colpo di martello finale, la 250 GTO ha trovato il suo nuovo padrone.
Un dettaglio fondamentale rende quest’auto ancora più speciale: non è mai stata restaurata. Shirley si era limitato a riportarla alla sua vernice bianca originale, rispettandone integralmente l’autenticità. Un fattore decisivo per chi colleziona non solo valore economico, ma anche storia.
Le stime parlano di una collezione complessiva da circa 500 milioni di dollari. In questo contesto, l’acquisto della 250 GTO non stravolge i conti, ma eleva ulteriormente il prestigio. Accanto a lei convivono pezzi come una rarissima 288 GTO Evoluzione (uno dei cinque esemplari esistenti), una 275 GTB “short nose”, una 250 Lusso, due F40, due F50, due Enzo e persino la Ferrari F2002 con cui Michael Schumacher vinse il Mondiale.
La Ferrari bianca, alla fine, non è solo un’auto. È un simbolo. E come spesso accade nel collezionismo estremo, il vero valore non sta nel prezzo battuto, ma nel poter dire: questa, semplicemente, non ce l’ha nessun altro.