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Auto

La supercar italiana dimenticata: doveva battere Ferrari e Lamborghini e aveva lo stile della Testarossa

L’Italia è terra di motori e sono state create tantissime auto sportive di qualità che hanno fatto innamorare il mondo intero. Non tutte hanno avuto un successo planetario.

Quando si nasce in una terra dove ci sono brand come Ferrari, Alfa Romeo, Lamborghini, Lancia, FIAT, Maserati e tanti altri non ci si rende conto del patrimonio industriale. Basta prendere un volo per la Grecia e capire che non sono mai stati in grado di creare un solo marchio locale di auto o la stessa Spagna che ha adottato FIAT con marchio SEAT in passato, per poi passare nelle mani del Gruppo tedesco Volkswagen. Il Belpaese ha fatto la storia delle quattro ruote e nessuno potrà mai dire il contrario.

Creazione di supercar italiane – Quattromania.it

I più esperti ricorderanno i prototipi Covini degli anni ’80 e ’90, tutti alimentati da potenti motori diesel prodotti da VM Motori, lo specialista italiano del diesel. Ferruccio Covini aveva una immensa passione per le auto e creò il Gruppo Covini nel 1978. Nacque così una piccola azienda dedicata alla costruzione di prototipi che erano nati per innovare. Erano concept estremi che avrebbe spaventato i top brand nostrani.

Nel 1981 al Salone di Ginevra venne svelata la B24 Turbocooler, o Sirio, con una carrozzeria in composito e al telaio in acciaio. L’auto sulla bilancia pesava solo 1.050 kg e toccava i 205 km/h. Era stata progettata con tecnologie all’avanguardia, come lo scambiatore aria-liquido. La B24 sotto al cofano aveva un motore turbodiesel VM Motori I4 da 2,4 litri che erogava 130 CV a 4.300 giri/min. La B24 fu una edizione limitata per il mercato americano, con circa nove esemplari. Raggiunse un piccolo record, diventando la prima auto stradale diesel a superare i 200 km/h, con una top speed di 205 km/h.

I gioielli creati da Covini

Il modello successivo fu la Covini T40 Overboost, nel 1988, con un motore turbodiesel VM Motori a 5 cilindri da 3,5 litri che raggiungeva una potenza 221 CV a 4.300 giri/min e bruciava lo 0 a 100 km/h in 7,5 secondi, per una top speed i 235 km/h. Erano numeri importanti all’epoca.

Infine, nel 1998, Covini svelò al Salone dell’Auto di Torino la C36 Turbotronic. Era anni luce davanti ai competitor. I pannelli esterni erano in fibra di carbonio, mentre il telaio rigido era in acciaio. Era equipaggiata con pinze Brembo a 4 pistoncini e dischi da 305 mm sull’asse anteriore. La C36 disponeva di un motore VM 3.8 turbodiesel a 6 cilindri in linea con iniezione di carburante, installato in posizione centrale. Turbotronic si riferiva alla tecnologia presentata da VM Motori a Milano nel 1990, usata anche su molti dei motori diesel del Gruppo FIAT. Il motore erogava 313 CV a 4.200 giri/min, con una spinta massima di 500 Nm a 2.100 giri/min.

Davide Russo

Laureato in Giurisprudenza, appassionato delle leggi dei motori. Davide ha iniziato a collaborare con diversi web magazine italiani, spaziando dal Motorsport all’Automotive, con un occhio alle innovazioni e l’altro alle curiosità storiche. Ha un pensiero che è diventato uno stile di vita: “I believe that everyone has a calling, motorsport is my true passion!”.

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