E’ un periodo nero per i costruttori dell’Automotive mondiale che hanno dovuto fronteggiare l’ennesimo maxi richiamo per una nota avaria.
L’industria delle quattro ruote è al collasso in Europa, facendo registrare dati impietosi. Persino in Francia e in Germania i numeri non sono positivi e vi sono sindacati in fermento. La situazione delicata è resa ancora più complessa dalla condizione di calo delle vendite a causa di problemi tecnici che stanno minando l’immagine dei major delle quattro ruote.
Stellantis ha avviato due nuove campagne di richiamo in Francia: una per il difetto al sistema di raffreddamento dell’olio motore, un’altra per i noti airbag Takata. L’azienda è fallita pur essendo stata un costruttore top di componentistica per automotive. La società giapponese vantava stabilimenti in Europa con la sede europea in Germania, dove vi erano anche nove factory.
Nel 2013 pera una serie di incidenti con gravi danni alle persone determinati dagli airbag, Takata è stata costretta a richiamare 3,6 milioni di automobili. Altri difetti hanno portato la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) al richiamo di 42 milioni di automobili dal mercato americano. Il richiamo più grande della storia USA è arrivato a giugno 2017. Takata è così finita in bancarotta.
Il gruppo italo-francese ha riscontrato un “difetto all’ugello di raffreddamento del getto d’olio” dei motori 1.2 PureTech da 82 cavalli montati su circa 68.000 vetture prodotte tra il 2022 e il 2024. Tali modelli sono stati tutti venduti sul mercato francese. Il maxi richiamo riguarda 57.000 Citroën C3, 2.500 Peugeot 208 e 8.700 Opel Corsa, caratterizzate da un problema che potrebbe determinare principi di incendio.
E’ stato riscontrato che in caso di spegnimento del motore, il componente difettoso potrebbe rompersi e causare una fuoriuscita di olio sul sistema di scarico. “Non si tratta di un problema di concezione del motore, ma di fornitura, che ha impattato sulla qualità di fabbricazione degli iniettori“, ha spiegato Stellantis. “Stiamo facendo un richiamo perché riteniamo che la sicurezza sia una priorità: è un principio di precauzione“, ha aggiunto il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA. Gli automobilisti saranno informati via mail e potranno recarsi presso il proprio concessionario per avere una riparazione gratuita. Il secondo richiamo è partito il 24 febbraio: circa 236.900 proprietari di Citroën C3 e DS 3, vendute nel nord della Francia e immatricolate tra il 2008 e il 2013.
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