E’ paradossale come la politica stia distruggendo, letteralmente, la storia secolare di importanti costruttori che avevano puntato sui nuovi motori a combustione interna.
Il mondo, oramai, si è spaccato tra costruttori di auto ibride ed elettriche e coloro che sono rimasti indietro e non hanno più un futuro. Persino Lamborghini ha ceduto all’idea di costruire supercar con motori ibridi ed elettrici. La Ferrari lancerà la sua prima vettura alla spina e non sentiamo più parlare di importanti marchi che erano legati a filo doppio alla tecnologia termica.
I più esperti ricorderanno la Lister Cars Motor Company, una delle Case automobilistiche britanniche più prestigiose. Fondata da George Lister nel 1954, a Cambridge, divenne nota per il suo coinvolgimento nell’automobilismo. Il brand venne ceduto nel 1986 a Laurence Pearce che ha prodotto varianti della Jaguar XJS prima di creare da zero una propria vettura sportiva: la Lister Storm. Nel 2005 il costruttore inglese scelse di fare il salto di categoria passando nei prototipi e iniziarono i problemi.
Nella bacheca della Casa britannica vi sono due Campionati FIA GT (2000 e 2001) piloti e costruttori e 4 vittorie nel GT Inglese. Dal maggio 2013, Lister Cars è stata acquistata dalla Warranty Wise Insurance Services. La Storm, iconico modello del brand, vantava un potente Jag V-12. Si è parlato a lungo di un nuovo modello che avrebbe rappresentato una rivoluzione epocale. Lister ha condiviso una dichiarazione riguardante l’imminente mandato sulle emissioni zero, attualmente fissato per il 2035, ma che potrebbe essere anticipato in UK al 2030.
“In passato, i piccoli produttori di automobili britannici, come noi, Morgan, Caterham, Ginetta, ecc., sono stati esentati dalle richieste di emissioni, perché produciamo meno di 1.000 auto all’anno con l’omologazione IVA o SVA. Tuttavia, finora, il governo del Regno Unito deve ancora dichiarare se questa esenzione continuerà“. I piani sono in sospeso ma, ovviamente, non si tratta di una EV.
Nel 2018, il CEO di Lister Lawrence Whittaker aveva fatto sognare i puristi con un V-12 da 7,8 litri derivato dalla Jaguar. Da allora non si è saputo più nulla ma dotare la prossima supercar con un motore a benzina da 666 cavalli potrebbe essere una bella opzione, scelte ecologiche permettendo. Altrimenti il progetto potrebbe finire ancor prima della realizzazione. Una storia triste di un mondo dei motori che sta stendendo un enorme tappetto rosso alla tecnologia asiatica.
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