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Auto

Dacia, il modello mezzo italiano mezzo tedesco che sembrava una Jeep: un problema fece spegnere il sogno

Molti anni prima del successo della Dacia, una casa rumena provò a lanciare un fuoristrada che non riuscì a sfondare sul mercato.

Oggi tutti noi conosciamo il marchio Dacia, ma qualcuno si ricorda dell’ARO? L’abbreviazione di Automobili Romania era una industria rumena di autoveicoli situata nella cittadina di Câmpulung. Iniziò la produzione nel 1957 con l’IMS, volendo diventare un punto di riferimento nel mondo di veicoli 4×4. Nel corso della sua storia realizzò circa 360.000 veicoli, destinati all’esportazione in 110 Paesi.

DACIA – Quattromania.it

Nel febbraio 1998 lo stato rumeno decise di vendere il marchio e solo nel settembre del 2003 il 68% della proprietà venne comprato da una compagnia statunitense chiamata Cross Lander appartenente a John Perez per un prezzo di 180.000 dollari statunitensi. I progetti non decollarono e nel giugno 2006 venne dichiarata la bancarotta. L’ARO 10 venne prodotta dal 1980 al 2006. In Italia arrivò con il nome ARO Ischia e successivamente come ARO Super Ischia per poi essere assemblata su licenza dalla ARO-Ciemme dal 1988 al 1991 nello stabilimento di Atessa e immessa sul mercato come ACM Enduro X4. Nel Regno Unito è stata venduta dalla Dacia come Dacia Duster 4×4.

La storia dell’ARO 10

Ai tempi era disponibile in numerose versioni con carrozzeria a 3 e 5 porte, pick-up a 2 e 4 porte e cabrio a 2 porte. Moltissimi componenti erano derivati dalle Dacia 1300 e 1410, prodotte su licenza Renault. Durante lo sviluppo del mezzo i vertici della ARO si ispirarono a progetti come la Renault Rodéo e la Citroën Mehari che avevano fatto breccia nel cuore degli appassionati. L’auto rumena si poneva sul mercato come piccolo fuoristrada economico a trazione integrale all-terrain. Le sue performance le potete osservare nel video in basso.

Il design era squadrato e tipico di quell’epoca. La carrozzeria era montata su un telaio a longheroni con sospensioni anteriore di tipo indipendente con schema a bracci trasversali e molle elicoidali, mentre le sospensioni posteriore a ruote indipendenti aveva bracci trasversali. La vettura era economica e aveva una trazione integrale con la trazione anteriore che veniva innestata da una leva posta accanto al cambio. In Italia venne importato dalla Ali Ciemme, mentre in Gran Bretagna dalla Dacia e ribattezzato Dacia Duster 4×4.

Vennero usati motori Dacia con una cilindrata di 1.3 da 54 cavalli. In seguito venne proposta con un 1.4 con una potenza di 62 cavalli (45,5 kW). Il propulsore più grande venne prodotto, aumentando il diametro del cilindro da 73 a 76 mm con la stessa corsa del pistone di 77 mm. Nel 1984 vennero modificati anche i paraurti e i cerchi in lega. L’ARO-Ciemme era italiana con motore Volkswagen ma a causa dei problemi di affidabilità del fuoristrada il progetto si arrestò. Oggi, invece, la Dacia fa da padrona sul mercato europeo.

Davide Russo

Laureato in Giurisprudenza, appassionato delle leggi dei motori. Davide ha iniziato a collaborare con diversi web magazine italiani, spaziando dal Motorsport all’Automotive, con un occhio alle innovazioni e l’altro alle curiosità storiche. Ha un pensiero che è diventato uno stile di vita: “I believe that everyone has a calling, motorsport is my true passion!”.

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