Il Gruppo Stellantis ha chiuso un 2024 nerissimo sul piano dei fatturati. Le ragioni della crisi sono svariate e riguardano anche la gestione sconsiderata della transizione elettrica.
Puntare con largo anticipo sulla tecnologia a zero emissioni è costato un grosso buco ai due più grandi colossi dell’industria europea dell’Automotive. Il Gruppo Volkswagen e quello Stellantis si sono ritrovati a produrre auto che non sono ricercate sul mercato. Un paradosso nato da scelte politiche che sarebbero dovuto essere dibattute con veemenza nella stanza dei bottoni, ma sono state accolte tacitamente e che hanno, per ora, solo favorito la potenza cinese.
La FIAT si difende ancora egregiamente alle nostre latitudini, tuttavia non si può dire lo stesso al di fuori dei confini italiani. Nel segmento A e B, oramai, c’è ampia scelta e tutti i più grandi produttori al mondo hanno cominciato a realizzare city car economiche e molto curate. La Toyota, in Giappone, è stata tra le prime a seguire il trend, proponendo utilitarie moderne e al giusto prezzo. La Cina ha capito il gioco e si è lanciata nella mischia con novità che hanno catturato l’interesse degli europei.
Se le auto si sono trasformate in smartphone su quattro ruote, è naturale che gli italiani prediligeranno le vetture più convenienti ed efficaci. L’idea patriottica di acquistare auto prodotte in Italia sta collidendo con una realtà in crisi in cui gli italiani stanno facendo sempre più fatica ad arrivare a fine mese. L’exit dell’a.d. Carlos Tavares è stato un altro segnale di profonda debolezza.
Il colosso italo – francese ha deciso di cedere le quote di maggioranza di un’azienda strategica come Comau. La società con sede a Torino è specializzata nell’automazione industriale. E’ presente in 13 Paesi e realizza tecnologie per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali e collaborativi, robotica indossabile, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica, servizi digitali interconnessi e sistemi per analizzare dati macchina e di processo.
Elkann ha sottolineato come l’Europa dovrà consolidarsi, ma allo stesso tempo anche creare una serie di trasformazioni per essere più vicina ai mercati esteri. Il colosso nato dalla fusione tra PSA e FCA sta vivendo una fase di crisi enorme. I rumor parlano di un John Elkann sempre più interessato ad altri settori. Per ora il suo ruolo di Presidente di Stellantis è solido, tuttavia tutto potrebbe cambiare nei prossimi mesi se Stellantis non tornerà almeno agli standard del 2022.
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