Al giorno d’oggi, acquistare un’auto nuova a meno di 12 mila euro è diventato impossibile. Tutti i perché di un settore in grande difficoltà.
Il mercato dell’auto non ha mai vissuto una crisi come quella che vi raccontiamo quotidianamente al giorno d’oggi, contraddistinta da un crollo delle vendite che va avanti da anni e che ha messo in ginocchio i costruttori. I clienti preferiscono affidarsi alle occasioni che riescono a scovare nel mercato dell’usato, dove è possibile acquistare modelli di qualità a prezzi ben più bassi, e biasimare chi segue questa strategia è davvero impossibile visti i prezzi che ci sono in giro.
I grandi costruttori sono in crisi nera, a cominciare da gruppi come Stellantis e Volkswagen, che hanno nutrito una fiducia eccessiva nel mondo dell’auto elettrica, senza però ottenere i risultati sperati. La vendita dell’auto in generale sembra essere passata di moda, a causa di costi di acquisto troppo elevati. Nelle prossime righe, vi riporteremo i prezzi di listino delle vetture più economiche sul nostro mercato, operando anche un confronto con i loro costi di qualche anno fa. Gli aumenti sono stati esponenziali, e sono in grado di giustificare il crollo delle vendite.
Sino a pochi anni fa, le auto nuove di piccole dimensioni erano acquistabili a prezzi anche inferiori ai 10.000 euro, ed era molto più alla portata un loro acquisto. Guardando al mercato italiano, la vettura meno costosa in assoluto è la Dacia Sandero, che parte da un prezzo base di 13.850 euro, mentre, nel 2011, era disponibile a 7.500 euro. Dunque, in circa 13 anni il suo prezzo è quasi raddoppiato, e nonostante questo, risulta comunque essere la vettura meno costosa in circolazione al giorno d’oggi.
Un discorso molto simile è valido per la FIAT Panda, la citycar più amata dagli italiani. Oggi si parte da un prezzo di 15.950 euro, ma nel 2015 eravamo attorno ai 10.000 euro, un aumento non certo da poco. Ma qual è il motivo di un rincaro di questo tipo per la totalità dei modelli? I costi di produzione sono aumentati, a causa delle tante tecnologie che sono state inserite nelle vetture, ed a tutto ciò, vanno aggiunti i costi più elevati delle motorizzazioni ibride, oltre agli ADAS, i dispositivi utili per aumentare la sicurezza alla guida, che ai costruttori costano migliaia di euro. E la paralisi del mercato è solo una conseguenza.
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