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Elettrico già dimenticato e benzina fatta definitivamente fuori: arriva il motore ad acqua che ci farà viaggiare gratis

In Giappone si è lavorato per anni su un’auto ad acqua, una soluzione davvero incredibile per tutti. Andiamo a scoprire i risultati del progetto.

Sul fronte motoristico, nel settore automotive sono in corso grandi cambiamenti, con progetti sempre più interessanti che vengono portati avanti sui costruttori. Al momento, in quella che è una spasmodica ricerca di una mobilità sostenibile, non è stato ancora chiarito quello che sarà il motore del futuro. L’elettrico si sta rivelando ancora una tecnologia prematura, che non attira la clientela a causa di prezzi d’acquisto troppo elevati, ma anche di autonomie ridotte e tempi di ricarica eccessivamente prolungati.

Motore auto – Quattromania.it

Ecco, dunque, che i costruttori stanno aprendo anche a nuove strade, con il Giappone che sta spingendo molto sull’idrogeno, con la Toyota che è da sempre in prima linea su questo fronte. Ed è proprio di un curioso progetto che arriva dal paese del Sol Levante che vogliamo parlarvi oggi, vale a dire di quell’auto alimentata ad acqua di cui si parlò tanti anni fa. Scopriamo come si è sviluppata una storia che suscitò molta curiosità, ma anche qualche critica.

Motore, ecco il progetto ad acqua che arriva dal Giappone

Sul sito web “Eldiario24.com“, si è dato anche spazio ad un motore ad acqua di cui si era parlato in passato. A realizzarlo fu un’azienda nota come Genepax, che lo chiamò H20 Water Energy System, ma sin da subito emersero delle problematiche che hanno fatto scattare anche alcune discussioni. Una delle complicanze relative all’utilizzo dell’idrogeno come combustibile è immagazzinarlo, ed è Genepax che trovò il modo di aggirare questo problema tramite un sistema che convertiva l’acqua direttamente in idrogeno.

Questo sistema funzionava con un gruppo elettrodo a membrana, che incorpora una sostanza in grado di scomporre l’acqua nei suoi componenti ad idrogeno ed ossigeno mediante una reazione chimica. Il sistema era molto interessante ed, inizialmente, aveva raccolto commenti molto positivi, soprattutto pensando che venne svelato nel 2008, quando la mobilità sostenibile non era ancora al centro dei progetti dei governi e dei costruttori. Tuttavia, l’idea di Genepax venne profondamente criticata e tacciata addirittura di essere una bufala, visto che questo sistema non era giudicato credile. Da quel momento sono passai ben 16 anni, e non si è saputo più nulla di questo fantomatico motore ad acqua.

Giovanni Messi

Giornalista pubblicista. Amante del motorsport e della scrittura, passioni che ho coniugato facendone il lavoro che amo. Non fermatevi mai davanti a nulla.

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