L’industria delle quattro ruote si sta muovendo nella direzione di presentare delle alternative, nei prossimi anni, alla tecnologia elettrica.
Se la transizione elettrica non dovesse verificarsi, il mondo delle quattro ruote ha già chiaro l’obiettivo ecologico per i motori termici. L’unica strada percorribile sembrava quella dell’elettrico o dell’idrogeno, ma i produttori e i politici che stanno tessendo le trame della mobilità europea 2.0 hanno sottovalutato l’elemento passione nella scelta di una vettura.
Oltre ad essere un mezzo di trasporto, un’auto è, dopo la casa, il secondo habitat di un uomo. Chi acquista una vettura vuole godere di performance, consumi efficienti, sound nel segno delle tradizioni e soprattutto comodità. Il concetto ansiogeno dell’autonomia delle vetture elettriche non convince, a prescindere da costi proibitivi d’acquisto. Le abitudini sono dure a morire ma il futuro del settore potrebbe risultare meno traumatico e drastico nei cambiamenti di quello prospettato. Gli e-fuel potrebbero rappresentare una valida alternativa alle EV. In questo modo si accontenterebbero milioni di automobilisti, diminuendo alle stesso tempo le emissioni nocive.
I bio-carburanti potrebbero ridurre, drasticamente, le emissioni, se di provenienza eolica, solare o idrica. Il problema è che solo il 3% del parco auto circolante risulterebbe adatto ai bio-fuel. Produrre i carburanti sostenibili richiederà ingenti investimenti a livello mondiale. Si tratterà di attuare un processo di trasformazione complicato, ma necessario. Grossi gruppi come Volkswagen con Porsche già si sono mossi per realizzare carburanti sintetici di qualità che non superino il prezzo già elevato di quelli attuali.
Il bisogno di inquinare di meno ha portato i ricercatori dell’Università Tecnica di Darmstat a studiare il comportamento del carburante Eco100Pro, certificato come 100% non fossile secondo ISCC e RedCert, usato nell’arco di un anno motori Yamaha a 3 cilindri da 70 o 120 CV impiegati nell’ADAC XC Cup, la prima serie di gare tedesche. L’uso del carburante sintetico non determinerebbe nessuna perdita di potenza e di coppia rispetto alla normale benzina. Non vi sarebbero stati problemi tecnici.
Con zero avarie tecniche si potrebbe arrivare ad una riduzione delle emissioni al 92% in caso si utilizzasse energia rinnovabile per la produzione di massa degli e-fuel. Il problema principale sarà quello dei costi di produzione, che rispetto ai carburanti tradizionali sono molto più alti. La sfida in pista ha chiarito che il problema non riguarda l’affidabilità né le performance, ma elementi relativi ai costi. Raggiungere gli obiettivi climatici non sarà semplice con un aumento generale dei prezzi.
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