I terroristi e il brutto momento di Valentino Rossi. Una minaccia seria per lui e la Repsol contornata da grande ansia.
Il fenomeno della MotoGp non ha passato un bel momento e lo sponsor che girava attorno alla casa motociclistica non ha potuto far altro che rendere il tutto meno preoccupante possibile. Oggigiorno, nessun settore può essere privo di allarmi derivanti dal mondo del terrorismo. Esso può attaccare in ogni momento e a nome di qualsivoglia fazione. Vi sono periodi più pericolosi di altri, ma nessuno è al sicuro quando si tratta di attacchi imprevedibili in ogni dove.
Ovviamente, le principali aziende e nazioni prese di mira sono quelle implicate in dinamiche di guerra e sfruttamento dei territori. Fra queste, vi è anche la Repsol, azienda petrolifera presente anche nel mondo dello sport motociclistico con vari sponsor. Uno fra tutti, quello storico con la Honda, che fu guidata anche dal Doctor Valentino Rossi.
Il pluricampione mondiale ha avuto degli anni indimenticabili nella MotoGp. Due fra questi, li ha passati in sella alla Honda sponsorizzata dalla Repsol. Quest’ultima è un’azienda operativa in 29 paesi del mondo, fra cui, molti dei quali in via di sviluppo. Queste sono zone di guerriglia continua, anche per l’approvvigionamento di materie prime quali petrolio e gas.
Valentino Rossi, nel 2002 e nel 2003, riuscì a conquistare ben due titoli mondiali in sella della famosa RC211V. A detta di molti, questa è stata una delle più storiche e iconiche moto che siano mai circolate nella MotoGp. Nel 2006, poi, fu Hyden ad aggiudicarsi il titolo, dato che il motociclista italiano lasciò in maniera “stupida e un po’ azzardata” per intraprendere un percorso, sempre vittorioso con la M1 della Yamaha.
A dare noia ai terroristi, concentrati in una lotta profonda contro il marchio Repsol, fu la sponsorizzazione di quest’ultima sulla carenatura della Honda. La tensione si fece alta quando furono consegnati dei pacchi bomba verso degli obbiettivi spagnoli.
Ne furono pervenuti ben tre e Valentino Rossi, in quegli anni, fu costretto anche a girare con delle guardie del corpo. Insomma, non un bel momento vissuto dal pluricampione. Oggi, fortunatamente, se ne può parlare in modo più distaccato, ma il ricordo è sempre vivido nei pensieri di chi ha vissuto quegli attimi di tensione.
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