Come abbiamo già visto in passato, ci vuole tatto quando si crea una pubblicità di un’automobile soprattutto se ci si trova in un paese con un contesto sociale molto delicato.
Lo abbiamo già visto in più occasioni, fare marketing per un’automobile è un’arma a doppio taglio: le pubblicità devono essere simpatiche e naturalmente osare, convincere il cliente a ricordarsi dell’auto che stai pubblicizzando. Ma spingere troppo sul pedale del gas può essere controproducente, chiedetelo alla Citroen.
La casa francese ha concluso l’anno lanciando uno spot in Egitto per pubblicizzare la nuova Citroen C4: la pubblicità, risalente al 3 dicembre però, ha scatenato più di una polemica per il suo contenuto e per il messaggio che secondo gli attivisti verrebbe veicolato dallo spot.
Protagonista dello spot, il noto cantante locale Amr Diab si trova a sua volta al centro di uno scandalo di stampo femminista in un paese dove secondo gli esperti il 90% delle donne tra i 18 ed i 39 anni intervistate nel 2019 ha denunciato almeno un episodio di abuso o catcalling.
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Nello spot si può vedere la popstar locale utilizzare gli specchietti retrovisori della C4 per scattare una foto ad una ragazza di nascosto, come farebbe uno stalker, per poi contattarla per chiederle di raggiungerlo in auto. Se può sembrare un episodio ancora al limite del buon gusto, la situazione sociale egiziana evidenziata dalla ricerca rende lo spot abbastanza fuori luogo.
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Dal canto suo, la Citroen Egypt ha ricordato sul suo account Instagram che “Fotografare una donna senza il suo consenso non porta ad un appuntamento ma al carcere”. Il governo egiziano ha recentemente inasprito le pene per molestie e stalking, nel paese.
Lo spot alla fine è stato rimosso anche se su YouTube si può ancora reperire. Prima di girare una pubblicità, bisogna tenere conto della situazione culturale di un paese: in questo caso, si può dire che gli esperti del marketing della Citroen avrebbero dovuto pensarci due volte, prima di girare lo spot.
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