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Tutti conoscono i piloti più forti del mondo, quasi nessuno i peggiori | Omaggio alle “schiappe” della F1

Di record positivi legati alla Formula Uno, ne sono saturi gli annali. Noi come al solito vogliamo andare contro corrente e raccontarvi un po’ la nostra “top flop” di questo bellissimo sport.

Quando si compete al top del top in una qualsiasi disciplina sportiva, nessuna esclusa, bisogna dare il meglio o la figuraccia è garantita, specialmente se il tuo sport consiste nello sfrecciare a 300 chilometri orari a bordo di un’auto che è essenzialmente composta da un motore e quattro pneumatici tenuti insieme da un telaio da pochi quintali.

Ernst Loof, un pilota molto sfortunato (Top Facts)

A volte però, nella storia della Formula Uno abbiamo assistito a delle debacle che avranno fatto sicuramente infuriare  pilota, scuderia e meccanici. Svisceriamo uno per uno i record peggiori mai visti in questa competizione che amiamo seguire ormai da decenni.

Iniziamo con la carriera più corta della storia della Formula Uno, appannaggio dello sventurato pilota tedesco Ernst Loof che nel 1953 a bordo della sua Honda percorse soltanto due metri prima che l’auto desse forfait. La carriera di Loof finì qui. Sempre meglio di Andrea De Cesaris, pilota ricordato dalla scuderia Alfa Romeo per tre record negativi:  il maggior numero di ritiri, il maggior numero di incidenti e il digiuno più lungo tra una vittoria e l’altra.

De Cesaris, che purtroppo è scomparso poco dopo il suo ritiro in un tragico sinistro, aveva già rischiato la vita ben 18 volte, il numero di incidenti in cui rimase coinvolto. Il manager del team Ligier lo licenziò nel 1985 perché non poteva permettersi di pagare per tutti i danni causati dal pilota che conta pure 32 ritiri in carriera e 214 gare senza un primo posto.

Restando in tema, abbiamo pure quello che è considerato dagli appassionati e dagli esperti il peggior pilota di sempre in Formula Uno: è il giapponese Taki Inoue che corse dal 1995 al 1996 per il team Arrows. Inoue si definisce pure da solo “il peggior pilota di F1 di sempre” e secondo alcuni, ottenne il posto al team solo perché la sua famiglia era molto ricca ed influente.

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Dai piloti alle auto!

Se un pilota non performa come dovrebbe, la colpa non sempre è sua. Alcune automobili da Formula Uno erano completamente inadatte alla competizione a cui furono iscritte da team squattrinati o che decisero di credere troppo ai miracoli.

La Life 190 non fu all’altezza delle aspettative (Racing Fans)

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La Life 190 venne iscritta dal team Vita in Formula Uno: quest’ultimo era emerso dalla Formula 3000 nel 1990. La squadra non godeva di troppi pronostici favorevoli e presto se ne capì il motivo quando alle qualificazioni per il Gran Premio di San Marino di quell’anno il pilota Bruno Giacomelli stabilì il record del giro più lento mai percorso nella disciplina.

Quando la marcia dell’auto si bloccò in terza, il pilota non potè fare altro che imprecare, conducendo la vettura a 35 chilometri orari in un giro della durata soporifera di oltre 7 minuti.  Questo sancisce altri due record, facendo della Life 190 la peggiore auto di Formula Uno mai vista – quella stagione terminò senza qualificarsi ad una singola gara – oltre che la più lenta!

Chiudiamo con questo record bizzarro, stabilito dal pilota della Tyrrell Otto Stuppaccher. Il pilota si lamentò della sua auto nel 1976 quando l’auto in pole position riuscì a dargli ben 27 secondi di distacco, segnando lo scarto maggiore mai visto tra la prima ed ultima auto della griglia in Formula Uno.

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Tra l’altro, Stuppacher – che non si era qualificato alla gara – sarebbe pure stato riammesso dopo che i giudici decisero di squalificare tre auto di fronte a lui: purtroppo, l’austriaco era già andato a casa pensando di essere fuori dalla gara e non partecipò comunque.

Manfredi Falcetta

Appassionato di auto e moto, mi piace immergermi nell’universo dei motori, scoprendo le ultime innovazioni tecnologiche e seguendo le competizioni più emozionanti. La scrittura e la lettura, invece, sono le mie oasi di tranquillità, dove mi perdo tra le pagine di libri avvincenti e mi esprimo liberamente attraverso le parole.

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