Sono passati esattamente 30 anni dal termine della produzione della Bmw Z1, la spyder tedesca, capostipite della fortuna serie. Dopo di lei, ricordiamo Z3, Z4 e Z8.
La Z1 rappresentava un concentrato di innovazioni, forse eccessive per l’epoca, tanto che non ottenne il successo di pubblico sperato. Prodotta in circa 8.000 esemplari, arrivò nelle concessionarie nel 1988 e la commercializzazione si interruppe nel 1991.
Meccanicamente, la due posti tedesca, era derivata dalla 325i, con motore sei cilindri in linea da 2.500 cc. Trazione rigorosamente al posteriore, che la rendeva divertente quando sfoderava i 170 cavalli di potenza. La velocità massima era eccellente per una spyder dell’epoca: 225 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/k in meno di 8 secondi.
Molte sono le caratteristiche tecniche, però, che hanno reso quest’auto, unica nel suo genere. Alcune delle prerogative che la caratterizzano, non sono mai state più riprodotte da nessuna casa automobilistica. Tutti la ricordiamo per l’apertura degli sportelli, che “scomparivano” nel telaio dell’auto, ma non tutti sanno che, la carrozzeria era in materiale plastico.
Smontare completamente l’auto era un’operazione abbastanza semplice, tanto che Bmw, dichiarava un tempistica di circa 40 minuti, e vendeva, separatamente, dei kit, per dare la possibilità, ai clienti Z1, di cambiare il colore del veicolo ogni volta che ne avevano voglia.
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Come tante vetture “incomprese”, di cui Bmw è stata leader in negativo (vedi Isetta, 850, ecc), appena terminata la produzione, il mercato dell’usato, per molti anni subì un crollo drastico della quotazione. Era facile, a fine anni ’90, acquistare una di queste cabrio a prezzi davvero bassi, forse inferiori a quelli di una Fiat Barchetta.
Col nuovo millennio, invece, la quotazione di questo gioiello a quattro ruote, inevitabilmente ha iniziato a crescere, vuoi anche per la produzione limitata, suscitando la curiosità degli appassionati del marchio, che, dopo aver acquistato, la versione successiva, la Z3, hanno percepito la validità di questa sigla.
Chi è stato lungimirante, ed ha acquistato la Z1 in tempi non sospetti, oggi si ritrova in garage un prodotto unico e destinato a rivalutarsi ancora, e di molto, nel corso dei prossimi anni. Per aggiudicarsi un buon prodotto, in questo momento, sul mercato europeo, sono necessari da un minimo di 40.000 euro, ad un massimo di 100.000,00 €.
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