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La chiave non si gira, si preme e si spinge un bottone, il motore parte, la consolle si accende. Il benvenuto è avveniristico, il navigatore del nuovo sistema MMI ci mostra dove siamo con una grafica simil Playstation: sono rappresentati i palazzi circostanti come appaiono nella realtà. Mettiamo il cambio su Drive e schiacciamo l’acceleratore. Nel traffico, cercando di uscire dalla zona dell’aeroporto, ci troviamo, io e l’addetto stampa Audi che mi fa compagnia, subito a nostro agio anche nel traffico: la macchina è sì un SUV, quindi non tra le più compatte, per quanto sia affusolata e bassa (solo 165 cm di altezza), ma grazie ai grandi vetri che garantiscono un’ottima visione intorno al veicolo e al motore sportiveggiante (il 2.0 TSFI che abbiamo provato ha 211 Cv e una coppia di 350 Nm/1500 a 4200 giri/minuto), ci si districa bene anche nelle file e negli spazi stretti. Il cambio S Tronic, se in automatico, intorno ai 3000 giri innesta la marcia successiva e se non si lascia il gas si arriva alla settima in men che non si dica; funziona con una doppia frizione, per cui mentre si è in una marcia usando una frizione, l’altra prepara la prossima che sarà la superiore se si è in accelerazione o inferiore se in fase di frenata o rallentamento; il tutto si percepisce soprattutto quando si inseriscono le marce manualmente senza che ci siano momenti “vuoti” tra il passaggio da l’una all’altra.Tutte le Case Auto
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