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Renault Kangoo 4x4 1.9 dCi: Test Drive. Brutti ma felici! Ma sì, lo si può anche essere, dimenticando una volta tanto le facili sirene delle linee basse e slanciate, dei parabrezza inclinati, degli assetti ribassati.
Prendete, per esempio, la nuova Renault Kangoo 4x4. E' vero, un comò dell'Ottocento è più aerodinamico, ma entrateci (nella Kangoo, non nel comò) anche solo per un attimo. Non ne vorrete più scendere, perchè scoprirete le gioie di essere a bordo di un'auto, appunto, non bella, ma tanto, tanto funzionale, capiente, generosa, sincera, versatile ed anche economica.
Aspettateli al varcoE chi se ne importa se, al primo semaforo, quel signore accovacciato nel suo berlinone vi guarderà con la sufficienza di chi guida una bella macchina, mentre voi girate sul quello scatolotto alto alto, che sembra disegnato da un bimbo di otto anni: linee verticali, fanaloni quasi sproporzionati e finestrini squadratissimi. Aspettatelo al varco in inverno, sulla prima stradina innevata modello-settimana-bianca, o in estate, lungo quella polverosa mulattiera sarda tutta buche; vedete di ritrovarlo, quel signore, in un uggioso e piovigginoso pomeriggio autunnale, quando piove e dalla strada si alzano nuvolette di fanghiglia: voi, in una Kangoo 4x4 perfettamente a suo agio nel tempaccio, e che sporca acquista un fascino tutto suo, e lui, perfettamente a disagio nella berlina tutta radica e pelli, a cercare di schivare le pozzanghere nel vano tentativo di mantenere lucida la carrozzeria.
E' indispensabile dunque, anche per un test drive, indossare i “panni da Kangoo” prima di salire a bordo e partire. Un fatto puramente mentale, dato che bellezza e bruttezza sono concetti soggettivi e quindi non è escluso che qualcuno, vedendo la Suv multispazio francese, esclami “bella!”. Ma non è questo il punto. Una Kangoo, e ancor più una Kangoo a quattro ruote motrici, non può che essere “bella dentro”, che poi è quello che nella vita conta.
Quella della prova è mossa dal nuovo motore millennove turbodiesel: semplice e affidabile, è bastata una nuova mappatura dell'iniezione per portare i cavalli da 75 ad 80. C'è coppia (180 Nm) da 2000 giri, ma la ripresa più che onesta si assapora già a 1.500. La trazione integrale permanente è marchiata Nissan, già di per sé una garanzia, con viscodrive di tipo adattivo: trasferisce coppia da un asse all'altro, dove c'è più necessità, in modo automatico.
Il “meteo” giustoFuori è sempre lei: aria da furgoncino del fioraio, ma innegabilmente più accattivante da quando è stata ridisegnata nella seconda versione. Con cofano motore più spiovente rispetto a quello della versione che l'ha preceduta, impreziosito da una ben evidente nervatura centrale, parafanghi e calandra di nuovo disegno, e gran logo Renault nel bel mezzo della calandra. La 4x4 però è più imponente delle altre Kangoo, perché è più alta della sorellina “tutto avanti”: scelta inevitabile per un mezzo che prima o poi il legittimo proprietario butterà su qualche strada disastrata. Le ruote da 185 con spalla bella robusta (65) su cerchi in lega dal disegno essenziale, e i nuovi colori (soprattutto il grigio beige) danno il tocco “fuoristradistico” finale, mentre dai modelli precedenti è ripresa pari pari la praticità delle due porte posteriori scorrevoli.
Un occhiata al cielo (speriamo che nevichi, o almeno che piova, insomma speriamo tutti che faccia un gran brutto tempo prima di metterci alla guida di una 4x4) e poi si sale a bordo. Intendiamoci: si sale nel senso letterale del termine, perché la Kangoo integrale è proprio alta da terra e vicino a lei la versione a trazione anteriore sembra una nanerottola.
Spazio over sizeLa prima cosa che balza all'occhio, una volta a bordo, è l'altezza del tetto: se ancora si usasse, lì dentro ci potreste salire con un cappello a cilindro in testa. C'è spazio da vendere in altezza, il che comporta un piccolo inconveniente: per accendere e spegnere la luce al centro dell'abitacolo, bisogna allungare le braccia al limite dello strappo muscolare, ma è un peccatuccio veniale subito dimenticato. Perché chi ha disegnato l'interno della Kangoo 4x4 sapeva come catturare l'attenzione di guidatore e passeggeri (e come conquistarli).
Nella parte posteriore, in alto, due vani con quattro portellini si rivelano ideali per lo stivaggio di piccoli oggetti che, sparsi nell'abitacolo, darebbero altrimenti solo impiccio: buttarci dentro guantoni da sci, cappelli e sciarpe è un gusto irrinunciabile. Così come il lungo vano (questa volta aperto) che corre sul davanti, appena sopra la linea del parabrezza: mappe stradali, occhiali e macchina fotografica non chiedono che di essere sistemati lì. Quegli anfratti, ed altri sparsi lungo le portiere e nella parte destra del cruscotto, si traducono in oltre cento litri di carico utile oltre a quello assicurato dal bagagliaio (ma qui bisogna rassegnarsi alla ingombrante presenza della ruota di scorta “a vista”).
Motore acceso e una bella notizia: c'è un tempo orribile, ad una manciata di chilometri da noi durante la notte ha nevicato e la strada non promette niente di buono. Felici delle rassicuranti notizie meteo, partiamo con la nuova Kangoo 4x4. Non si corre il rischio di fare sciocchezze, l'accelerazione è molto “turistica”, la velocità di punta è di poco superiore ai 140 orari: bisogna fare i conti con la trasmissione alle quattro ruote, che si paga un po' anche in termini di consumi (13,5 chilometri con un litro nel combinato, ma per fortuna si viaggia a gasolio).
Ma la malga noApprezzato lo spostamento in autostrada (a 130, con la lancetta del contagiri ferma sui 3.400, la rumorosità interna è contenuta grazie al bel lavoro di insonorizzazione fatto su quest'ultima versione della Kangoo), ecco i tornanti di montagna. Su, su con poco gas, poi l'attesa “divagazione” sulla neve. Le quattro ruote (considerata la gommatura molto stradale) tirano a dovere, lasciamo alla nostra destra auto che senza catene non si muovono più (sì, avete indovinato, anche il signore supponente sul berlinone). Poi… veniamo presi da manie di grandezza. Malga, collinetta, stradina coperta di neve che finisce nel nulla: vogliamo andare proprio lassù.
Ma la lezione si impara subito: la Kangoo è una 4x4 senza ridotte e non estrema, quindi non chiedetele imprese da Camel Trophy. A quella malga ci si arriva solo a piedi perché, con trenta centimetri di neve fresca (e sono davvero tanti) non si va più avanti. Scenario vicino al punto di non ritorno: nessuna aderenza, su non si va, e bisogna per forza girarsi. Ed ecco l'onesta 4x4 che volevamo: prima, retro, prima, retro… La nostra francesina 4x4 non ci ha portato sulla cima della collinetta, ma si è girata agevolmente in una situazione davvero critica, nella quale una qualsiasi auto senza trazione integrale avrebbe avuto bisogno del traino di un trattore per tornare a casa.
L'identikitSi torna belli infangati, abitacolo caldo e sedili (pelle chiara) molto comodi, nella testa l'identikit preciso della Kangoo 4x4: auto multiuso, buona per il lavoro e per gli hobby voluminosi, vi porterà con tranquillità su strade da “vacanza difficile”. Costa 17.450 o 18.950 euro (nelle versioni Authentique o Privilege) ed è fatta per chi chiede tanta sostanza e se ne frega dell'estetica. Gente “bella dentro”.